Governo e Parlamento
Riforma Ssn
22/04/2026

Riforma Ssn, Fnomceo e Cittadinanzattiva: condivisibile ma servono risorse

Sì all’impianto del ddl, ma medici e cittadini chiedono correttivi: dal nodo finanziamenti al coordinamento con il Piano sanitario nazionale

Lea immagine

Una riforma "condivisibile", ma che rischia di restare incompiuta senza risorse e senza una cornice strategica chiara. Dalle audizioni al Senato sul disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale emerge una linea comune tra professionisti e cittadini, pur con accenti diversi. A intervenire sono stati Filippo Anelli e Anna Lisa Mandorino, entrambi favorevoli all’impianto generale, ma critici su alcuni nodi strutturali.

"La riforma Ssn è condivisibile, ma senza risorse rischia di rimanere sulla carta", ha avvertito Anelli, indicando nel finanziamento il principale punto debole del provvedimento. Una posizione che riflette una preoccupazione più ampia: "Occorre aumentare il finanziamento del Fondo sanitario nazionale, sia in termini assoluti che in rapporto al Pil, per allinearlo alla media dei Paesi europei". Il presidente della Fnomceo ha ribadito la necessità di preservare l’impianto universalistico del sistema: "È importante preservare il carattere pubblico e universalistico del Ssn, evitando processi di frammentazione dell’assistenza". Da qui la richiesta di correttivi puntuali, a partire dalla definizione di standard nazionali e da una maggiore attenzione alle aree interne. "Non si possono ignorare le profonde differenze demografiche e di disponibilità di personale sanitario", ha sottolineato, proponendo un "fattore correttivo obbligatorio" per evitare la concentrazione dei servizi nelle grandi aree urbane.

Al centro della visione dei medici c’è il rafforzamento della medicina territoriale e, in particolare, della medicina generale. "In un modello fondato su reti assistenziali graduate per complessità, il ruolo della medicina generale assume carattere strategico", ha spiegato Anelli, indicando in fiducia, prossimità e continuità assistenziale gli elementi distintivi. Tuttavia, ha avvertito, senza investimenti adeguati il rischio è opposto: "In assenza di una effettiva riforma del territorio, di adeguate risorse e di una visione sistemica e integrata, il rischio è quello di un ulteriore indebolimento dell’offerta sanitaria e di un ampliamento delle diseguaglianze". Da qui anche la proposta di istituire nuove leve finanziarie. Tra queste, "istituire dal 2027 un Fondo speciale per la riorganizzazione del Ssn", con l’obiettivo di garantire coperture certe per personale e reti assistenziali, evitando squilibri regionali e difficoltà nell’erogazione dei Lea.

Se Anelli insiste sulla sostenibilità operativa della riforma, Mandorino pone l’accento sul metodo e sulla coerenza complessiva del disegno. "Una riforma di tale portata deve fondarsi su una visione organica, chiara, il più possibile condivisa", ha dichiarato, sottolineando la necessità di un percorso più inclusivo. Critico, in questo senso, il ricorso alla legge delega, ritenuto "poco coerente con una riforma dall’impatto e dal respiro così estesi", perché limita il ruolo del Parlamento e il confronto con cittadini e professionisti.

Il punto centrale, per Cittadinanzattiva, è il coordinamento con la programmazione nazionale. "Crediamo che una riforma di tale portata debba essere contestuale e coordinata rispetto all’approvazione del Piano sanitario nazionale", ha affermato Mandorino, ricordando che il Piano rappresenta "il principale strumento di programmazione e di indirizzo strategico del Servizio sanitario nazionale".

Le criticità non riguardano solo il metodo, ma anche il merito. Secondo l’associazione, il disegno di legge non tiene sufficientemente conto del contesto epidemiologico e demografico del Paese. Il rischio, ha osservato, è che il rafforzamento dell’integrazione ospedale-territorio resti sulla carta: "Il richiamo a temi cruciali per il cittadino si riduce a una mera elencazione e non consente di intravedere un disegno compiuto e integrato". Anche sul fronte delle risorse le posizioni convergono. Mandorino esprime "perplessità sull’assunto dell’invarianza di bilancio", avvertendo che una riforma senza nuovi finanziamenti rischia di "rafforzare ulteriormente ciò che già funziona e di non avere le risorse necessarie per superare divari e differenti situazioni di partenza".

Anna Capasso

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