''Ci saranno sicuramente'' nella manovra economica ''risorse'' per la sanità. ''La suddivisione tra quest’anno e l'anno prossimo è in corso. Appena abbiamo i dati, li daremo''. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, parlando, a margine del question time alla Camera, della legge di Bilancio approvata dal governo.
In attesa dei dati definitivi Fnomceo che in una nota sottolinea "apprendiamo da notizie di stampa che le risorse aggiuntive che con la Manovra il Governo intende allocare sulla sanità non sarebbero, per il 2025, 3,7 miliardi di euro ma supererebbero di poco il miliardo di euro. Chiediamo al Governo di chiarire quante risorse aggiuntive siano disponibili per la sanità, in modo da non disorientare i cittadini, dando un quadro preciso degli interventi possibili sul nostro Servizio sanitario nazionale" sottolinea Filippo Anelli, presidente della Fnomceo. "Apprezziamo l'apertura del presidente del Consiglio Giorgia Meloni - commenta poi Anelli - e l'invito a collaborare per il miglior utilizzo delle risorse. Siamo pronti sin da ora al confronto e al dialogo con il Governo. Il primo passo", aggiunge però, "non può che essere avere contezza di quante siano effettivamente le risorse disponibili".
Anche Cimo-Fesmed prende tempo "attendiamo il testo per chiarire non pochi dubbi sulle modalità di finanziamento della sanità".
Da una parte il sindacato riconosce "la buona volontà del ministro" della Salute Orazio "Schillaci, che sembrerebbe riuscito ad ottenere l'adozione di alcune delle richieste avanzate dal sindacato: il piano di assunzioni e lo sblocco del tetto di spesa, che consentiranno di dare una boccata d'ossigeno al personale sanitario, e la defiscalizzazione dell'indennità di specificità, che va incontro alla necessità di aumentare le retribuzioni per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica". Dall'altra parte, però, la Cimo-Fesmed rimarca alcune "dichiarazioni rilasciate dal ministro" dell'Economia e delle Finanze Giancarlo "Giorgetti in conferenza stampa, che confermano il mantenimento della percentuale della spesa sanitaria rispetto al Pil". Parole che "fanno ipotizzare che soltanto 900 milioni circa sarebbero disponibili per la sanità nel 2025, oltre al miliardo previsto dalla legge di Bilancio dello scorso anno, rimandando dunque al 2026 la disponibilità di quasi 3 miliardi. Questo, tra l'altro - ragiona Cimo-Fesmed - giustificherebbe la diluizione in più fasi sia del piano di assunzione del personale che della defiscalizzazione dell'indennità di specificità. Inoltre - osserva ancora il sindacato - se, come sembra, le risorse destinate alla sanità proverranno dall'anticipo sulle future imposte pagate da banche e assicurazioni, si tratterebbe di finanziamenti non strutturali, come invece devono essere quelli necessari agli interventi sul personale".
I medici di famiglia di Fimmg evidenziano all’Ansa come "per quanto ora vediamo in manovra non c'è niente per medici di famiglia, pediatri libera scelta e specialisti del territorio: le risorse previste per la sanità sono destinate essenzialmente a ospedali e pronto soccorso. Ma lì rischia di peggiorare la situazione se non si investe sul territorio".