“Dubbi e interrogativi" sul futuro della professione. A esprimerli dopo l'annuncio delle nuove e discusse lauree magistrali in infermieristica a indirizzo clinico, il sindacato infermieri Nursing Up. "Siamo davvero di fronte a una riforma epocale?", chiede il presidente della sigla, Antonio De Palma. "Oppure ci stiamo concentrando su nuove figure specializzate, cosiddette di élite, senza affrontare nei fatti le carenze strutturali che attanagliano da tempo il nostro sistema sanitario?".
Uno dei quesiti sollevati da Nursing Up riguarda il destino dei quasi 300mila infermieri con laurea triennale già operativi: "Cosa ne sarà dell'esercito di infermieri di base, quelli con laurea triennale, attualmente in servizio nel nostro Ssn, figura fondamentale per l'assistenza quotidiana, ma fin qui troppo spesso ignorate in termini di valorizzazione e riconoscimento?", domanda De Palma. E "cosa accadrà - aggiunge - alle migliaia di infermieri, tra quei 300mila, che hanno acquisito con tanto sacrificio un Master di primo livello, senza vederne reali e duraturi benefici sui percorsi di carriera?". Infine "i laureati magistrali che da anni vengono sfornati dagli atenei con l'ambizione di esercitare come dirigenti: anche loro saranno destinati alla magra consolazione di vedersi inseriti nel contratto di settore - area elevata qualificazione - invece di accedere al contratto della dirigenza, come avviene per tutti gli altri laureati magistrali?". Insomma, "non è evidente il rischio che, non agendo da subito con strategie adeguate e un piano normativo ad hoc che impatti sulla struttura dei contratti, coevo all'istituzione dei nuovi percorsi, queste annunciate nuove lauree magistrali possono contribuire a generare pericolose criticità all'interno della professione?".
Ma per il leader del Nursing Up "la domanda cruciale a questo punto è: che futuro si immagina per gli infermieri che lavorano sul campo da anni?". E’ necessario "un confronto aperto e approfondito con tutti gli attori della sanità" conclude De Palma