“Dal nostro osservatorio registriamo un malessere crescente tra i colleghi, che sta portando a una mobilitazione delle diverse componenti della professione. Come Ordine, ente sussidiario dello Stato che rappresenta tutta la professione, non possiamo restare in disparte, ma dobbiamo sostenere tutti i possibili interventi che mettano i medici nelle migliori condizioni di svolgere il loro lavoro. Per questo, mercoledì prossimo saremo al fianco della UAP, l’Unione nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata, che al teatro Brancaccio a Roma manifesterà per la dignità della Professione”.
Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, annuncia la partecipazione alla manifestazione “Per una sanità efficiente” che, promossa da UAP insieme ad una serie di organizzazioni, si terrà a Roma al teatro Brancaccio mercoledì 25 settembre a partire dalle 11.
L'Uap, l'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, chiede che "vengano mantenuti gli attuali Lea e l'attuale Nomenclatore tariffario con l'indicizzazione del 75% di anno in anno come tutti i fornitori".
"È inconcepibile che le strutture private siano sottoposte ad autorizzazioni regionali e al rispetto degli oltre 420 requisiti richiesti dal D.Lgs. n. 502/1992, mentre le farmacie possono erogare i medesimi servizi sanitari solo con il possesso di un'autorizzazione comunale alla vendita di prodotti - afferma Mariastella Giorlandino, presidente Uap - Ed è bizzarro che vengano destinati così tanti milioni di euro per degli screening privi di alcun valore clinico-diagnostico. Da una parte si offre denaro, dall'altra si taglia in virtù di presunte indisponibilità di fondi nella sanità. Questi fondi ci sono o non ci sono? Da quanto ci risulta, la Ragioneria dello Stato da anni destina alle Regioni fondi per il nomenclatore e per i nuovi Lea" aggiunge Giorlandino.
“Ora, i medici afferenti al privato accreditato – sottolinea la nota Fnomceo - chiedono certezze. Chiedono la definizione di perimetri, per ridurre a tutti i livelli l’invasione di campo che è sempre maggiore. C’è bisogno di confini tra le varie competenze professionali, che non devono essere usate le une contro le altre, ma in maniera sinergica. C’è necessità di una uniformità di requisiti per le strutture che erogano le prestazioni, come presupposto di un’uniforme ed elevata qualità delle prestazioni stesse. I colleghi chiedono inoltre la giusta valorizzazione delle professionalità, che passa anche attraverso un aggiornamento del nomenclatore che adegui le tariffe all’attualità, e non le lasci invariate ai livelli di trent’anni fa o addirittura le diminuisca”.
“La protesta dell’UAP – aggiunge Anelli- si affianca a quelle dei Medici ospedalieri, dei Medici di Medicina generale, dei Sindacati confederali. In generale, come ha evidenziato l’ultimo rapporto Fnomceo-Censis, stiamo andando verso una maggiore precarizzazione dei medici, con stipendi che hanno un potere di acquisto sempre più scarso. E le risorse per il personale, anche quelle previste con l’ultima Finanziaria, sono in gran parte state utilizzate per contratti a tempo determinato, di consulenza, interinali. Non c’è, dunque, un vero investimento a lungo termine per attrarre e trattenere i professionisti nel servizio sanitario nazionale. E così le liste d’attesa si allungano e sempre più italiani rinunciano a curarsi: siamo arrivati a 4 milioni e mezzo. Una sconfitta per il nostro SSN, una sconfitta per tutti noi”.
“Il DL Liste d’attesa – conclude – ha individuato le tematiche, ha in un certo senso dettato l’agenda: ora i medici attendono risposte concrete, a livello normativo, economico, fiscale. Chiedono serenità, con una depenalizzazione dell’atto medico e la stabilizzazione dello scudo penale; chiedono sicurezza, condizioni di lavoro migliori, un riconoscimento e una valorizzazione delle loro competenze peculiari. Serve subito un segnale forte, che ricomponga e rinsaldi il rapporto di fiducia con il Governo. La prossima Finanziaria è il vero banco di prova, l’occasione di dare questo segnale investendo risorse sulla sanità e sui suoi professionisti”.