"Venti dipendenti del Policlinico di Foggia, tra medici e infermieri, sono indagati per la morte di Natascia Pugliese, la ragazza di Cerignola deceduta lo scorso 4 settembre nella sala operatoria della chirurgia toracica per le complicazioni in seguito a un incidente stradale avvenuto a Cerignola mentre era a bordo di un monopattino elettrico".
A seguito della morte della ragazza i familiari diedero vita a una reazione violenta, una vera e propria spedizione punitiva, con i sanitari costretti ad asserragliarsi in una stanza del nosocomio. È proprio per reagire a quella e ad altre aggressioni al personale sanitario, verificatesi negli ultimi tempi a Foggia e in provincia, che si è svolta una manifestazione davanti all'ingresso del Policlinico Riuniti di Foggia, convocata dalle sigle sindacali dei medici Anaao Assomed e Cimo-Fesmed, cui hanno aderito altre organizzazioni del mondo sanitario e non solo.
"Un atto dovuto: i magistrati fanno il loro lavoro, stanno svolgendo le indagini, non c'è nulla di strano. Noi stessi come ospedale stiamo collaborando per far luce sulla vicenda e appurare come siano andati veramente i fatti. Ma tutto il personale è sereno". Così Giuseppe Pasqualone, direttore generale del Policlinico Riuniti Foggia, ha commentato all'Adnkronos Salute la notizia dei 20 dipendenti indagati, tra medici e infermieri.
"Non so chi siano i 20 indagati, quindi non saprei dire quanti tra loro sono medici e quanti invece gli infermieri - spiega Pasqualone - perché per prassi ciascuno di loro deve riferire ai vertici dell'ospedale di essere oggetto di indagini". "Noi comunque siamo sereni - assicura - stiamo facendo i nostri approfondimenti come abbiamo fatto già in altre occasioni. Non è la prima volta, infatti, che tra ospedale e pazienti si crea un contenzioso con tanto di denuncia".