Il piano del Governo per l'assunzione di 30 mila medici e infermieri è 'un passo importante, ma da solo non sarà sufficiente a risolvere la crisi del Servizio sanitario nazionale. Non possiamo limitarci a concentrarci sugli ospedali, quando il vero collasso rischia di avvenire sul territorio, a causa della carenza di medici di medicina generale e delle pessime condizioni di lavoro che rendono la professione sempre meno attrattiva''. Così Angelo Testa, presidente nazionale Snami, Sindacato nazionale autonomi dei medici italiani.
''I medici di medicina generale, già sovraccarichi di lavoro e di burocrazia - continua Federico Di Renzo, addetto stampa nazionale Snami - sono al collasso, senza alcun riconoscimento adeguato nonostante, per la salute collettiva, siano fondamentali e insostituibili''. Aggiunge il vicesegretario nazionale Snami, Matteo Picerna: ''Per rendere il sistema davvero sostenibile, il nostro sindacato chiede l'introduzione di sgravi fiscali specifici, come la flat tax, sulle varie attività extra tra cui: vaccinazioni, programmi di prevenzione pubblica e obiettivi di particolare interesse collettivo''.
Per questo, ''dobbiamo uscire dalla logica che finanziando le case di comunità risolviamo le criticità della medicina territoriale - puntualizza Simona Autunnali, tesoriere nazionale Snami - e di continuare a caricare i medici di famiglia di burocrazia inutile. I servizi sono fatti di organizzazione, di attrezzature ma soprattutto di personale e, su questo, dobbiamo investire''. I medici di medicina generale ''chiedono uno straordinario investimento nel territorio prima che sia troppo tardi e che della medicina di famiglia - conclude il presidente Testa - rimangano solo le ceneri''.