Le visite mediche di controllo sui lavoratori in malattia nei primi sei mesi del 2024 sono state 437.710 con un calo del 30,68% rispetto alle 631.402 registrate nello stesso periodo del 2023. È quanto recentemente emerso dall'Osservatorio sul Polo unico della malattia, secondo il quale nel primo trimestre le visite fiscali sono state 229.685 con un calo del 29% sullo stesso periodo del 2023 e nel secondo trimestre le visite complessive sono state 208.025 con un calo tendenziale del 32,4%. A partire da questi numeri Rossella Cascetta Presidente Associazione Tutela Medici Fiscali, nuova sigla rappresentativa di categoria e amministratrice di un gruppo Facebook di 19O medici fiscali ha inviato a Doctor33 alcune riflessioni.
"È di questi giorni un messaggio Inps che comunica la riduzione delle visite fiscali svolte da inizio anno (2024). È da rilevare la riduzione importante delle visite fiscali ( -29%nel primo trimestre 2024, - 32,4 nel secondo trimestre 2024). Ricordiamo che l'Acn entrato in applicazione il 1 luglio 2023, ha ridotto il numero dei medici fiscali su scala nazionale da 1200 a poco più di 500.
Sappiamo che dal momento della riduzione delle visite fiscali al danno economico derivante da questa riduzione passa del tempo. La riduzione delle visite fiscali ha un costo negativo per Inps. Dopo un periodo di inerzia, come e sempre successo, il prezzo si farà sentire. Non si devono valutare solo il numero di giorni di riduzione prognosi, le visite fiscali servono a molto di più in termini di deterrenza e di recupero crediti. La malattia che Inps dovrà pagare schizzerà verso l'alto. A ciò si aggiunge il fatto che Inps non riesce a svolgere le visite richieste dal datore di lavoro. Queste visite sono obbligatorie per Legge ( Statuto dei lavoratori). Inps ha fatto un bando per la ricerca di 512 medici fiscali. Il bando e le sue graduatorie sono in fase di verifica in questi giorni. I primi risultati non sono incoraggianti. Moltissimi medici rinunciano per le numerose incompatibilità e le imposizioni che l'Acn prevede. È un contratto libero professionale con imposizioni da dipendente, senza averne i vantaggi.
Al contrario i medici fiscali con esperienza pluriennale sono stati allontanati. Un gruppo di medici che potrebbero ritornare a lavorare sono i pensionati. La legge prevede che su richiesta i medici potrebbero lavorare fino a 72 anni. La legge è stata recepita anche da Enpam. Non si capisce perché Inps non apra a questa categoria, visto che non riesce a trovare disponibilità nei giovani.
Del resto questo lavoro ab origine, era proprio destinato ai medici pensionati che volevano arrotondare la pensione! La loro esperienza potrebbe essere molto utile. Un altro aspetto è l’utilizzo dei medici fiscali.
L’Acn prevede il loro utilizzo in sede Inps per la verifica degli assenti, a discrezione del responsabile medico-legale di sede. Ora, alcuni responsabili hanno lasciato lavorare i medici fiscali sul territorio visto che sono rimasti in pochi. I pochi assenti possono essere visitati dai medici di sede. Altri responsabili hanno applicato la norma costringendo i medici fiscali a restare in sede per controllare anche un solo assente del giorno precedente! Togliendo medici fiscali al servizio esterno e costringendoli a restare in sede, senza fare nulla per la maggior parte del tempo! Ci chiediamo se una tale scelta sia razionale".