Il pronunciamento della Consulta in merito al payback sui dispositivi medici "rischia di lasciare i chirurghi a mani nude". Lo dichiara il presidente dell'Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Vincenzo Bottino, annunciando una manifestazione di piazza per il prossimo 24 ottobre a Roma.
"Abbiamo profondo rispetto della Corte costituzionale - scrive in una nota - ma la sentenza sul payback dispositivi medici ricadrà inevitabilmente non solo sulle aziende e su un intero comparto che rischia di entrare in una profonda crisi, ma anche sui nostri pazienti: le loro vite vengono salvate dal gioco di squadra fatto da istituzioni lungimiranti, aziende innovative e chirurghi nelle sale operatorie. Se salta un solo attore di questo sistema, significa mettere a rischio la vita delle persone. E con il payback dispositivi medici e la sentenza della Corte costituzionale si sceglie, in modo incosciente, di eliminare le aziende da questo gioco di squadra. Forse qualcuno non se ne sta rendendo conto". Bottino ricorda che "siamo stati i primi a denunciare, nel dicembre 2022, il rischio causato dal payback dispositivi medici: un rischio che, con la sentenza di ieri, significa la desertificazione delle piccole e medie aziende che ci consentono di erogare servizi fondamentali per una sanità sicura. Se a questo si sommano i 21 servizi sanitari regionali presenti nel nostro Paese, assisteremmo ancora una volta all'acuirsi delle differenze sulla qualità dei servizi. Chi ci rimette in tutto questo sono i pazienti - ribadisce - le persone che si rivolgono alla sanità pubblica".
"Il 24 ottobre a Roma - informa quindi il presidente Acoi - organizzeremo un evento nazionale sul payback dispositivi medici, perché vogliamo che le istituzioni e le associazioni dei pazienti si rendano conto in modo chiaro degli effetti di questa sentenza. Ma già nei prossimi giorni incontreremo le aziende, perché siamo consapevoli che senza il loro supporto la nostra diventa una professione impossibile. Per questo siamo stati e continueremo ad essere al loro fianco e, allo stesso tempo, chiederemo incontri in tutte le Regioni e al Governo nazionale: la sentenza della Corte costituzionale non è la vittoria di qualcuno, è la sconfitta di tutti. Pazienti compresi".