Professione medica
Medici di famiglia
24/07/2024

L’estate difficile dei medici di famiglia, sostituti introvabili e pensionamenti a sorpresa

Di fronte a volumi di lavoro molto aumentati. Un numero crescente di generalisti prossimi alla pensione decide fare due cose: anticipare il pensionamento e partire per le vacanze

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Sempre più difficile andare in vacanza d’estate per i medici di famiglia. In tempi di carenza, i sostituti hanno tutti preso la convenzione, o quasi. I vecchi colleghi con cui ci si scambiavano tre settimane tra luglio ed agosto, prima toccava all’uno poi all’altro, vanno in pensione. E in qualche caso staccano all’improvviso. Di fronte a volumi di lavoro molto aumentati negli ultimi anni, pur di non ritrovarsi sulle spalle in piena estate un carico potenziale di altri 1500 pazienti, un numero crescente di generalisti prossimi alla pensione decide fare due cose insieme: anticipare il pensionamento e partire per le vacanze. Spiega Silvestro Scotti ad ADNKronos. «Chi va in vacanza trova il sostituto con più facilità se opera nelle forme organizzative attive. Ma in un momento epidemiologico come l’attuale con un'ondata estiva di Covid, molti casi di gastroenteriti e malesseri da caldo», qualcuno sceglie di dire addio anche a costo di perdere qualche decina di euro nella pensione Enpam. «Sono stato via tre settimane e ho trovato il sostituto, anzi tre che hanno dovuto alternarsi al posto mio», racconta Ugo Tamborini segretario Snami Milano. Che non sta in gruppo. «Da tre anni mi affido ad una dottoressa specializzanda. Di tirocinanti che fanno sostituzioni non ce ne sono più. I pochi che concorrono per una zona carente la prendono in quanto ci sono più carenze che candidati. Sono rimasti gli specializzandi. Che però hanno le lezioni, per lavorare devono utilizzare ore residue della giornata. Uno solo difficilmente riesce a coprire l’intero periodo di ferie del titolare. Nel mio caso, la paziente opera di coordinamento della sostituta ha reso sostenibile la mia richiesta». Tamborini conferma la riflessione di Scotti. «Se un collega vuole andare in vacanza e non trova sostituto deve restare al lavoro. Se può farlo, sceglie di andare in pensione prima. Molti lo stanno facendo. Trattandosi di pensione Enpam anticipata, nell’assegno si perdono circa 20 euro per ogni mese di anticipo. Per un anno di anticipo, si perde il 5% dello stipendio. La cifra è spesso reputata sostenibile».

«Chi decide di perdere qualcosina della pensione è comunque esasperato», ammette Tamborini. «Alla nostra professione dicono basta anche i giovani. Ad aprile, il concorso dell’ATS Milano, per 569 zone carenti (pari a più di un terzo dei posti disponibili tra le province di Milano e Lodi) si sono presentati in 22 di cui 3 erano trasferimenti di medici in servizio. Sono ora da valutare i numeri della chiamata estiva. In autunno, la previsione è che i pensionamenti tra fisiologici ed anticipati possano essere saliti fino a far lievitare le zone carenti a livelli superiori ad aprile. E il disagio tra chi lavora continua a crescere. La delibera della Regione sulla presa in carico delle cronicità ci dà gli stessi compensi che già percepivamo per fare prevenzione, ma stavolta in cambio di un lavoro di presa in carico sui nostri assistiti cronici che comporta la prescrizione cadenzata di esami e di dover rispondere delle indicazioni che in scienza e coscienza diamo. Con l’aumento dei carichi e dei relativi problemi sarà sempre più difficile trovare aspiranti colleghi. Senza contare che da gennaio con la nuova convenzione tutti i medici del triennio saranno chiamati ad entrare. Per lo più subentreranno a titolari massimalisti e dovranno completare l’incarico con fino a 6 ore settimanali di guardia medica, sacrificando notti e festivi a turno. Il nostro lavoro cambia volto e le regioni non si rendono ancora conto che è sempre meno sostenibile».

Da Cagliari, provincia di mare dove d’estate spesso si superano i volumi di lavoro invernali, il segretario Fimmg provinciale Umberto Antonio Nevisco conferma che le carenze in medicina generale stanno portando a qualche difficoltà. «Per la verità, abbiamo ricevuto qualche segnale in controtendenza. A parte che a Villasimius e Pula alcuni colleghi hanno deciso di stare oltre i settant’anni (a fronte di altri che comunque decidono di lasciare anzitempo). Il carico di lavoro aumenta di parecchie volte in zone turistiche come Villasimius, Muravera, Costa Rei; accordi con la Regione affidano alle future aggregazioni funzionali l’organizzazione della guardia turistica che poi in una certa misura risponde anche alle esigenze della popolazione. Nei gruppi e nelle reti, poi, i colleghi riescono a provvedere internamente per le sostituzioni. Posto che nelle aree costiere trovare il sostituto è meno difficile che in quelle interne, dove c’è forte carenza». Per il futuro, Nevisco confida sui giovani del triennio: «Siamo riusciti sia a rientrare nei tempi con i bandi per le zone carenti, sia a provvedere a bandi specifici per i corsisti, i quali grazie a una misura regionale sostenuta da Fimmg possono avere fino a 1000 assistiti. Proprio nelle aree interne le nuove assegnazioni stanno consentendo di coprire bacini d’utenza dai 3 mila ai 20 mila residenti. Pur in un contesto che resta problematico, riusciamo a guardare avanti».

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