Governo e Parlamento
Lazio
12/07/2024

Lazio, intersindacale medica: sistema sanitario allo sbando. Ecco le richieste

I sindacati lamentano di non essere stati mai sentiti su punti cruciali del contratto e stigmatizzano operazioni della giunta che hanno per ora bloccato carriere e parti della retribuzione

medico aziendale- pensione

Il dottor Luigi Zurlo, Presidente Aaroi Emac Lazio (Anestesisti Rianimatori e Medici Emergenza Urgenza), si occupa solo di Sindacato. Non intendeva provocare un terremoto. Eppure, il presidente del Lazio Francesco Rocca, facente funzione di assessore alla Salute, ha risposto con una lettera aperta su un quotidiano all’appello da Lui scritto e firmato da quasi tutti i leader delle sigle dell’Intersindacale della Dirigenza Medica, Sanitaria e delle Professioni Sanitarie della Regione. Una lettera che chiama in causa il precedente assessore di centro-sinistra Alessio D’Amato, che a sua volta ha ribattuto. Un successo mediatico, dunque. Come se non bastasse, lo stesso giorno dell’appello è arrivata ai Sindacati firmatari la convocazione in regione per il 17 luglio. Aaroi Emac, Anaao Assomed, Cimo Fesmed, Fassid, Fp Cgil e Uil Fpl e veterinari FVM lamentano di non essere stati mai sentiti su punti cruciali del contratto e stigmatizzano operazioni della giunta che hanno per ora bloccato carriere e parti della retribuzione dei dirigenti medici del servizio sanitario regionale.

I fatti A fine settimana in audizione il presidente Rocca si era lamentato con il ministro della Salute Orazio Schillaci, come lui in quota Fdi nel Centrodestra, di uno scarso coinvolgimento delle regioni durante la scrittura dei provvedimenti normativi sulle liste d’attesa e l’erogazione delle relative risorse. Anziché il ministro, gli hanno risposto subito le sette sigle sindacali evocando un contrappasso dantesco: è paradossale che a lamentare di non essere coinvolto sia un governatore che a sua volta non coinvolge i medici e i sanitari nelle politiche sanitarie. «Sebbene da due anni a questa parte la Regione abbia aperto il confronto regionale non si è arrivati ad alcuna conclusione, nonostante i numerosi solleciti», recita il messaggio. I sindacati ricordano la Determina Regionale del 18 aprile 2023 che ha commissariato le Asl bloccando, di fatto, il conferimento degli incarichi e quindi le progressioni di carriera dei dirigenti medici e sanitari regionali. Progressioni ulteriormente bloccate, a maggio a Rieti, con l’assegnazione di ben 10 Unità operative complesse a Direttori di estrazione universitaria senza alcun concorso, ma con un semplice protocollo d’intesa. Ma non è tutto; la Delibera Regionale sulla Certificazione dei Fondi Contrattuali è ferma alla certificazione dei fondi del 2022. Risultato: medici e sanitari fermi a due anni fa sulle consistenze dei Fondi della Dirigenza Sanitaria del SSR, “bloccati da un Confronto Regionale totalmente assente”. Rocca ha replicato come proprio la sanità regionale abbia proceduto dal suo insediamento a 14 mila nuove assunzioni stabilizzando 1700 precari. Ha sottolineato gli sforzi per retribuire i certificati d’infortunistica, per riordinare i bilanci delle aziende, per premiare l’operosità dei medici dell’emergenza. «I commissariamenti delle aziende sanitarie si sono resi necessari nelle more della predisposizione del nuovo Albo dei direttori generali il cui iter istruttorio verrà avviato domani in Giunta», ha detto. Infine ha accusato l’assessore precedente del “disastro dei conti” della sanità laziale e D’Amato ha ribattuto sulle stesse pagine ricordando il malcontento già espresso verso la giunta da medici di famiglia e farmacisti.

Le richieste dei sindacati «Innanzi tutto spiega Zurlo a Doctor 33– noi chiediamo incarichi con prospettive certe di carriera, corretta costituzione dei fondi contrattuali ed extracontrattuali, celerità nelle procedure di concorso e di stabilizzazione. Solo così si può fidelizzare il personale sanitario ed aggredire la piaga delle liste d’attesa». Per il presidente Aaroi Lazio, la determina sui commissariamenti va in senso opposto. «Le direzioni generali non sono state assegnate. Qualsiasi incarico professionale gestionale è soggetto ad espressa autorizzazione regionale. Se a fronte dell’invio di una richiesta manca la risposta della Regione l’autorizzazione è da considerarsi negata. Ma chi deve farla questa richiesta se il Direttore generale non c’è e sono tutti Commissari? Serve il confronto». C’è poi il tema dei fondi. Su quelli contrattuali restano dei sospesi. «La finanziaria 205/17 articolo 1 commi 435 e 435 bis ha ripristinato le risorse della RIA, retribuzione individuale di anzianità, in precedenza oggetto di tagli tali da depauperare la consistenza dei Fondi di trattamento accessorio. Tra il 2019 e il 2023 i fondi sono rimasti nelle disponibilità delle regioni. Nel 2023 sono entrati in trattativa, e nel Lazio, come da norma, li abbiamo indirizzati alla perequazione dei trattamenti accessori, fin qui diversi da azienda ad azienda. Gli arretrati 2019-23 saranno erogati quest’anno nella retribuzione di risultato. Ma altri fondi devono passare dal confronto regionale. Come quelli extracontrattuali, comprensivi degli stanziamenti per indennità di pronto soccorso e delle certificazioni Inail d’infortunio e malattia professionale. L’Inail ha spedito le risorse alle regioni, le regioni le hanno girate ad Asl ed ospedali, ma in mancanza di istruzioni, anziché in un capitolo specifico, sono finiti nei fondi indistinti. Anche qui urge il confronto. Senza chance né di carriera né di retribuzione adeguata, i nuovi colleghi non verranno a lavorare e far funzionare reparti. A Rieti, alcuni colleghi erano pronti a concorrere alla guida delle Direzioni di Unità operativa ed aspettavano il bando, ma è arrivato l’accordo con la Sapienza, che metterà suoi docenti. Temiamo questo possa accadere in altri ospedali e bisogna parlarne. Ci sono infine temi come i piani assunzionali approvati in ritardo, a ridosso dell’estate, provocando problemi nella copertura dei servizi. La Regione anziché snellire le procedure continua a pretendere dalle ASL, anche a piani assunzionali approvati, ulteriori autorizzazioni per sostituire personale già autorizzato che cessa dal servizio, ad esempio, per vincita di concorso in altra azienda. Di nuovo conclude Zurlo certezze zero. Solo uno stretto cronoprogramma sulle questioni proposte, più e più volte richiesto, può sciogliere ogni dubbio sull’impegno della controparte a risolvere i problemi della sanità».

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