Il recente studio coordinato da Lucia Mangone dell'Unità di Epidemiologia dell'AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, appena pubblicato sulla rivista Annals of Research in Oncology, evidenzia l'importanza di coinvolgere specialisti di diverse discipline per offrire cure personalizzate e complete ai pazienti oncologici.
L'approccio con team multidisciplinare (MDT) che coinvolge oncologi, radiologi, chirurghi, patologi, infermieri e altri professionisti della salute si è dimostrato infatti efficace nel migliorare la sopravvivenza, nella gestione di casi complessi e nell'aumentare la soddisfazione dei pazienti. Questo metodo facilita diagnosi accurate, piani di trattamento personalizzati e monitoraggio continuo, riducendo i ritardi nel trattamento e ottimizzando l'utilizzo delle risorse.
Lo studio di Mangone e colleghi si basa su un'analisi narrativa della letteratura esistente, integrando dati internazionali e italiani sull'efficacia dell'approccio MDT in oncologia. La ricerca si focalizza su tre tipi di tumori: ovarico, endometriale e colorettale, valutando l'impatto dell'MDT su indicatori di esito come la sopravvivenza libera da malattia e la mortalità.
Lo studio ha analizzato 448 casi di tumore ovarico (circa 5.000 nuovi casi all'anno in Italia, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni del 43%) per un quarto circa (24%) gestiti tramite MDT. Nei pazienti con malattia in stadio III, quelli gestiti con l'approccio MDT hanno mostrato tassi di sopravvivenza libera da malattia del 54,1% rispetto al 25,3% nei pazienti non MDT, e tassi di mortalità inferiori (10,8% vs 40,4%).
Per il tumore endometriale, con circa 8.300 nuovi casi annui e un tasso di sopravvivenza a cinque anni del 77%, lo studio ha incluso 643 pazienti, per metà circa gestiti tramite MDT. Nonostante i tassi di recidiva siano stati simili tra i gruppi, i pazienti MDT hanno mostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza a cinque anni (87% vs 79%).
Tra i 605 casi esaminati con tumore colorettale (circa 44.000 nuove diagnosi annue e un tasso di sopravvivenza a cinque anni del 65%) i pazienti gestiti con MDT hanno mostrato tassi di sopravvivenza relativi superiori a uno e tre anni rispetto ai non-MDT, soprattutto nei pazienti con malattia avanzata (stadio III: 86,4% vs 56,9% a un anno; stadio IV: 63,7% vs 27,4% a un anno).
La conclusione di Mangone e colleghi è chiara: “I team multidisciplinari migliorano significativamente il percorso di cura dei pazienti”.
Ann Res Oncol. 2024. Doi: 10.48286/aro.2024.86
http://doi.org/10.48286/aro.2024.86