Subito il nuovo atto d’indirizzo per la convenzione. E in parallelo la legge per la diagnostica negli studi. Sì alle cooperative di servizio per lo sviluppo delle nuove sedi attrezzate. Sono le tre direttrici lungo le quali si muoverà Fimmg, il principale sindacato della medicina generale, a sostegno dei medici di famiglia nei prossimi mesi. Le cita la mozione finale del Consiglio nazionale approvata all’unanimità a Roma dai delegati della sigla guidata da Silvestro Scotti. Mozione che apre con una notizia importante: la Direzione generale programmazione del Ministero della Salute guidata da Americo Cicchetti ha chiesto alle regioni di rilevare i fabbisogni di salute dei residenti così da capire quale e quanta strumentazione fornire agli studi per la diagnostica di primo livello. Su questa partita è aperto un tavolo al Ministero. Per incentivare la trasformazione dell’assistenza degli studi dei medici di assistenza primaria Fimmg incrementerà l’attività rivolta a sviluppare società di servizio per la fornitura di fattori produttivi (personale, strumenti, locali). Obiettivo: supportare la creazione delle sedi principali delle aggregazioni funzionali territoriali e delle case di comunità spoke destinate a complementarsi con le meno diffuse “case-hub”, che saranno invece le Asl a realizzare, due per distretto. Nei prossimi anni assisteremo ad un forte sviluppo delle sedi di medicine di gruppo, ma i medici non possono sobbarcarsi la sfida con le loro sole forze.
Da una parte, ricorda la mozione, ci sono “le progettualità proposte da Enpam”: la Fondazione ha affidato ad un Fondo immobiliare la costruzione di case di comunità gestite dalla medicina generale. C’è anche il recente accordo con Legacoop, mirato a supportare l’Aggregazione funzionale territoriale e ad aiutare i medici a coprire i costi dei fattori produttivi. Ma dall’altra parte serve un contratto forte ed uniforme in tutta Italia. Sulla prossima convenzione, in linea con gli altri sindacati leader di settore, Fimmg chiede oggi “con forza” al ministro della Salute Orazio Schillaci, al Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, al Coordinatore degli Assessori salute Raffaele Donini ed al Presidente del Comitato di Settore Marco Alparone di approvare rapidamente l'Atto di indirizzo così da aprire le trattative per l''Accordo nazionale 2022-24. Vanno al più presto adeguati i compensi all'inflazione. E va attuata la riforma degli standard della medicina territoriale prevista nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nel decreto ministero salute 77 del 2022. Il Consiglio Nazionale –più avanti nella mozione- ricorda poi, in merito al percorso che darà maggior autonomia alle regioni, come venti accordi regionali non possono sostituirsi ad uno nazionale. Ecco le parole per chi, complice il ritardo dell’atto d’indirizzo, pensasse il contrario: per Fimmg l’Accordo Nazionale dei MMG resta imprescindibile, in quanto “si caratterizza come momento organizzativo ed elemento unificante del Servizio sanitario e strumento di garanzia per i cittadini e per gli operatori”, laddove invece gli accordi regionali vanno visti come finalizzati “a realizzare obiettivi di salute, percorsi, indicatori e strumenti operativi per attuare i principi e i criteri concertati a livello nazionale”.
Sull’operato del governo, i delegati del Consiglio nazionale esprimono apprezzamento per il decreto liste d’attesa ma ritengono insufficiente puntare solo sull’aumento dell'offerta “senza nel contempo qualificare la domanda, rafforzando il ruolo del medico di medicina generale nel governo dei percorsi assistenziali”. Plaudono invece all’istituzione del tavolo dell’Agenzia del Farmaco finalizzato a rivedere aggiornare e semplificare Piani Terapeutici e note AIFA: un tavolo di cui per Fimmg fanno parte il Segretario Nazionale Scotti, il coordinatore area farmaco Roberto Venesia e la vice Claudia Aiello; soddisfazione è stata espressa per la nomina di Walter Marrocco, medico di famiglia Fimmg, responsabile progetti ricerca di Metis e componente della Commissione Scientifica ed Economica AIFA, a vice-coordinatore del tavolo in questione.