È ripresa all'Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) la trattativa con le confederazioni e organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto del personale del comparto Sanità, per il triennio 2022/2024. Il comparto sanità riguarda oltre 500mila operatori del Servizio sanitario nazionale, di cui oltre la metà è rappresentata dagli infermieri. Tra i nodi resta quello delle risorse finanziarie a disposizione per il rinnovo, giudicate insufficienti dai sindacati di categoria, come la Fp-Cgil, e dal sindacato degli infermieri Nursind. A questo proposito, il presidente dell'Aran Antonio Naddeo ha già precisato che le risorse complessive del contratto sono pari a 1.501,87 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 140 milioni di risorse extra per l'indennità di pronto soccorso. Per gli anticipi sono stati erogati 742 milioni (per indennità vacanza contrattuale e maggiorazione). Le risorse a disposizione del contratto sono dunque pari a 759 milioni, a cui si aggiungono i 140 milioni del pronto soccorso.
"Andiamo avanti con le trattative per il contratto del comparto Sanità. Bisogna infatti valutare se valga davvero la pena di ritardare la chiusura del contratto a fronte della richiesta di maggiori risorse da parte di alcuni sindacati per la quale, però, non c'è alcuna certezza. Al contrario, chiudendo al più presto l'accordo, potremmo migliorare le condizioni di lavoro degli operatori sanitari", ha affermato all'ANSA il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, dopo l'incontro con i sindacati di categoria per la ripresa delle trattative per il contratto della Sanità. "Il tempo sottolinea Naddeo ha un suo valore e chiudere un accordo in modo tempestivo, a fronte delle dichiarate condizioni di lavoro attualmente non ottimali per la categoria, rappresenta una priorità, oltre alla questione economica".
"Non accetteremo contentini sulla pelle dei professionisti sanitari". Così il sindacato degli infermieri Nursing up al termine dell'incontro per il rinnovo del contratto. Attraverso il presidente Antonio De Palma, il Nursing Up evidenzia come "non saranno tollerati compromessi e contentini di alcun genere". Per il presidente, "non è più tempo di 'giochi di facciata', ci sono esigenze impellenti da soddisfare per il futuro dei professionisti dell'area non medica, alle prese con una crisi che non può lasciare spazio a tentennamenti da parte di Governo e Regioni". Nursing Up "non intende arretrare di un millimetro e chiede apertamente che si realizzino, nella concretezza, i principi scritti che le Regioni, attraverso il Comitato di Settore, hanno delineato nel proprio atto di indirizzo e per i quali Nursing Up si è battuto", conclude De Palma.