Tra le strategie più efficaci di riduzione dell’antibiotico resistenza viene indicata anche l’educazione e la formazione dei professionisti sanitari e nel Rapporto Aifa 2024 sull’uso degli antibiotici in Italia, come novità rispetto alle precedenti edizioni, viene riportata un’analisi della formazione sul tema. A emergere, riferisce un articolo pubblicato su Farmacista33, è una contrazione nell’offerta rispetto al periodo precedente, legata forse anche alla necessità di affrontare nuove tematiche connesse all’emergenza sanitaria. Ma, tra i professionisti sanitari, i farmacisti risultano essere al secondo posto, dopo i medici, per numero di eventi a loro dedicati.
Novità dell’edizione 2024 dell’“Osservatorio Nazionale sull’impiego dei Medicinali. L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale 2022” è l’analisi sulla formazione erogata ai professionisti sanitari in tema di antibiotico resistenza e di infezioni correlate all’assistenza (ICA), effettuata attraverso la Banca Dati Agenas. L’analisi si è concentrata sui trienni formativi 2017-2019 e 2020-2022, anche per rilevare l’impatto del periodo dell’emergenza sanitaria, e si riferisce agli eventi accrediti a livello nazionale. A emergere è una riduzione degli eventi di formazione sul tema nel triennio 2020-2022 rispetto al periodo precedente, un fenomeno che “è da attenzionare, dal momento che la letteratura riporta tra le strategie più efficaci di riduzione dell’AMR proprio l’educazione e la formazione dei professionisti sanitari” e anche il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-resistenza 2022-2025 ne focalizza l’importanza.
In particolare, nel triennio formativo 2017-2019 il totale degli eventi sul tema è stato pari a 458, di cui 420 in modalità RES e 28 come Fad, 9 come formazione sul campo e 1 blended, mentre nel periodo successivo il totale è stato 332. Di questi, 195 (58,7%) sono stati svolti in modalità RES, 129 FAD, 5 come Formazione sul Campo e 3 in modalità blended. Emerge come “la modalità principale di erogazione abbia subito un cambiamento”, in connessione anche alle restrizioni del periodo caratterizzato dalla diffusione del Covid-19.
In entrambi i trienni, “i principali soggetti che hanno erogato corsi sul tema sono soprattutto società, agenzie ed enti privati; tuttavia, ordini e collegi delle professioni sanitarie hanno aumentato l’attività nel triennio 2020-2022. La sponsorizzazione degli eventi è stata molto comune nel periodo 2017-2019, per ridursi invece nel triennio 2020-2022, dove metà degli eventi non risultano essere stati sponsorizzati”.
Un aspetto di rilievo riguarda i professionisti sanitari a cui sono destinati gli eventi: “In entrambi i trienni, gran parte della formazione sul tema è stata dedicata ai medici, cui seguono i farmacisti e gli infermieri. Tale scelta risulta essere appropriata in considerazione del fatto che l’antibiotico resistenza è prevalentemente dovuta a prescrizioni inappropriate, non corretto utilizzo degli antibiotici e diagnosi inappropriate. Inoltre, la gestione delle infezioni correlate all’assistenza pertiene prevalentemente a medici e infermieri”.
Nello specifico, per il triennio 2017-2019 le Professioni sanitarie cui sono stati rivolti i corsi di formazione sul tema sono state prevalentemente medico chirurgo (338), farmacista (167), infermiere (128) e biologo (123). Pochi gli eventi specifici per veterinari che restano sotto i 25.
Nel periodo successivo c’è, come anticipato, una riduzione per tutte le categorie professionali: medico chirurgo (202), farmacista (106), corsi generici per tutte le professioni (103), biologi (87). I corsi per veterinari sono meno di 15.
Quanto agli obiettivi formativi questi hanno riguardato prevalentemente Linee guida protocolli procedure, ma nel triennio 17-19 hanno trovato ampio approfondimento anche gli obiettivi legati alla Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitatovi, profili di assistenza profili di cura (con 93 eventi), Applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell’evidence based practice (ebm ebn ebp) (73) ed Epidemiologia prevenzione e promozione della salute con acquisizione di nozioni tecnico-professionali (50). Va detto poi che nel triennio 2020-2022 sono stati tenuti molti eventi in risposta alla pandemia da COVID-19 e una parte dell’offerta formativa ha subito ricadute dalle scelte della Commissione Ecm in relazione alle tematiche speciali del SSN e/o SSR a carattere urgente e/o straordinario.
Per area geografica, il triennio 17-19 ha visto una prevalenza di eventi sul tema realizzati in Lazio (107), Lombardia (66), Campania (45) e Toscana (37), in particolare nelle provincie di Roma (99), Milano (31), Napoli (25) e Firenze (22). Nel triennio successivo, le regioni a più alta prevalenza sono state Lazio (67), Campania (29), Lombardia (28), e Veneto (13) e Roma (63), Napoli (19), Milano (12) le province, ma occorre ricordare che nel conteggio non sono considerate le Fad, che soprattutto in questo triennio hanno visto una forte crescita. “Ulteriori analisi potranno essere condotte per esplorare gli argomenti affrontati e per integrare il dato della formazione condotta a livello regionale”.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2444801/Rapporto_Antibiotici_2022.pdf