"Un provvedimento approvato per puro scopo di propaganda in vista delle elezioni europee, con misure che non giustificano la decretazione d'urgenza e per le quali manca spesso la copertura economica e si rimanda ampiamente a futuri decreti ministeriali". Così Cgil nazionale e Fp-Cgil in audizione in Senato, presso la Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, sul decreto sulle liste d'attesa. Cgil e Fp sottolineano che "si interviene, con carattere d'urgenza, sui tempi delle liste d'attesa delle prestazioni sanitarie, problema aggravato con la pandemia da covid-19", ma "si tratta per lo più di misure di monitoraggio (art. 1), vigilanza e controllo (art. 2), o di misure già previste (art. 3) o non vietate e in parte già utilizzate (art. 4) nel nostro ordinamento, o di carattere programmatorio. Misure - proseguono - peraltro spesso prive di copertura economica e ricche di rinvii a futuri decreti ministeriali, da cui si conferma l'assenza dei criteri di necessità e urgenza che giustificano l'uso del decreto-legge". Inoltre, aggiungono, "ancora una volta si affronta il problema della carenza di personale facendo lavorare di più chi è in servizio anziché aumentare gli organici".