"Sarà soggetta ad ulteriori miglioramenti, ma cambia un concetto fondamentale: il decreto darà l'avvio a un piano operativo per il problema delle liste d'attesa". Così Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg (Società Italiana Medici di Medicina generale e cure primarie), commentando il provvedimento del ministro della salute Orazio Schillaci. "La riduzione delle liste di attesa si può ottenere in vari modi continua- e il decreto li affronta un po' tutti, a partire dall'aumento dell'offerta complessiva fino ad arrivare alla necessità di rimodulare i tempi di lavoro. L'aspetto innovativo sta proprio nell'offrire una metodologia. Non si tratta solo di assumere manodopera medica ma anche di rimodulare tutta la pianta organica del servizio sanitario. Non dimentichiamoci che il decreto deve venire poi attuato dalle Regioni". Riguardo all'obbligo per i medici di attribuire una classe di priorità, per Cricelli è compito complesso perché "bisogna ridefinire chi ha bisogno prima di una determinata prestazione. Ma non cambia molto precisa-. I medici di medicina generale hanno già a disposizione su ricetta cartacea, la possibilità di segnalare se la prestazione deve effettuarsi d'urgenza". Per Circelli, in sostanza, "più che riscrittura dei criteri di priorità da parte dei medici di medicina generale, sarà compito del Cup recepirli e trovare una procedura urgenza adeguata. Non dimentichiamo che il SSN ha obblighi verso i cittadini conclude-. Il Cup deve rispondere entro termini perentori, entro 30 gg, e devi offrirmi un'alternativa reale anche se eseguita in una struttura convenzionata o privata", conclude.