Oltre 20mila nuovi specialisti nel 2034 a fronte di 7mila pensionamenti. Sono questi i numeri che preoccupano il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Filippo Anelli, alla vigilia della prima prova per l'accesso a Medicina.
"Apprezziamo le precisazioni del ministro Bernini afferma Anelli che ha spiegato di voler aumentare i posti evitando la pletora medica e nel rispetto dei fabbisogni. Siamo tuttavia preoccupati della realizzabilità di questi intenti. Ci vogliono 10 anni, infatti, per diventare un medico che possa lavorare nel Servizio sanitario nazionale, che abbia conseguito, cioè, non solo la laurea, ma anche la specializzazione o la qualifica di medico di medicina generale. È quindi da qui a 10 anni che vanno calcolati i fabbisogni. Ebbene, nel 2034 arriveranno oltre 20mila nuovi specialisti e medici di medicina generale, ma saranno soltanto 7.189 i colleghi che andranno in pensione".
Considerando "le proiezioni sui pensionamenti e gli aumenti degli accessi negli ultimi anni", per il presidente Fnomceo "sarà molto difficile evitare una nuova pletora medica, a meno di non rivedere i modelli organizzativi, come il numero di medici per posto letto o i massimali per la medicina generale, oggi aumentati oltre i limiti per la carenza di queste figure". Inoltre, "dobbiamo evitare che i medici così formati, a carico dello Stato precisa ancora Anelli abbandonino il Servizio sanitario nazionale, verso il privato o verso l'estero. Sono quasi 40mila i medici che, in 5 anni, hanno lasciato l'Italia in cerca di condizioni di lavoro e retribuzioni migliori".
"Per evitare questo ricorda Anelli stiamo lavorando su due fronti: insieme al ministero dell'Università, a una riforma dell'accesso che veda il superamento dei quiz a favore dello studio di materie inerenti a quello che sarà poi il percorso di formazione. Una riforma che mantenga, nel contempo, una corretta programmazione, per permettere a tutti i futuri medici di specializzarsi, prima, e di trovare un'occupazione adeguata, poi, evitando dunque un nuovo imbuto formativo e una nuova pletora medica. E, insieme al ministero della Salute, per una valorizzazione della professione del medico, in ospedale come sul territorio, che preveda retribuzioni, ma ancor prima condizioni di lavoro adeguate".
Per un rilancio del nostro Servizio sanitario nazionale è "infatti, necessario puntare sui professionisti che garantiscono la salute dei cittadini, fermando quell'emorragia di medici che sta dissanguando il nostro Ssn a favore soprattutto dei Paesi esteri. Perciò conclude il presidente Fnomceo ringraziamo il ministro Schillaci per la disponibilità, l'ascolto e gli investimenti che ha posto e continuerà a porre in essere per valorizzare i professionisti".