I medici del Servizio sanitario nazionale, anche in questa fase così difficile per l'accesso alle prestazioni, beneficiano di una elevatissima social reputation. Il 65,6% degli italiani è convinto che, se la sanità ha tenuto nel tempo, nell'emergenza e nell'ordinarietà, lo si deve all'abnegazione dei medici. Il 74,5% degli italiani ha fiducia nei medici ospedalieri e il 71,6% nei medici di medicina generale. Questi i dati che emergono dal Rapporto Cida-Censis 'Il valore del ceto medio per l'economia e la società', commissionato da Cida (Confederazione italiana dei dirigenti e delle alte professionalità) e presentato durante un convegno alla Camera.
Per gli italiani il fattore umano è stato decisivo sinora nel Ssn e lo sarà anche in futuro; pertanto, è indispensabile allentare la presa dei vincoli economici. È infatti il 76,5% a ritenere che nel sistema sanitario sia stato dato troppo spazio alla sostenibilità economica rispetto alla tutela della salute. Il 66,2% è convinto che avere medici come dirigenti nel servizio sanitario sia un fattore di garanzia degli interessi dei pazienti. Il 51,6% degli italiani è convinto, inoltre, che i medici siano capaci di tenere insieme gli interessi del paziente e la sostenibilità economica della sanità. Infine, il 45,5% è comunque convinto che i medici possano essere degli ottimi manager in ambito sanitario.
Per i medici ospedalieri si "conferma la fiducia degli italiani" che però sono penalizzati sul piano del lavoro e per questo è "ora di aprire una vertenza sulle condizioni lavorative", così Guido Quici, presidente del sindacato medico Cimo, commenta il rapporto che "ha evidenziato, ancora una volta, la fiducia degli italiani verso il sistema sanitario pubblico e i suoi professionisti. Infatti, dall'indagine è emerso che Il 65,6% degli italiani è convinto che, se la sanità ha tenuto nel tempo, nell'emergenza e nell'ordinarietà, lo si deve all'abnegazione dei medici".
"In particolare” prosegue Quici che ha partecipato alla presentazione oggi alla Camera il 74,5% degli italiani ha fiducia nei medici ospedalieri e il 71,6% nei medici di medicina generale “Emerge, quindi, in modo chiaro, che il costante lavoro dei medici nelle strutture sanitarie è ampiamente riconosciuto dai cittadini italiani a garanzia dei livelli essenziali di assistenza, lavoro che si caratterizza per l'elevato valore specialistico troppo spesso penalizzato da provvedimenti legislativi e fiscali che, di fatto, minano quell'autonomia professionale che assicura le vere cure ai cittadini".
"La fuga dal Ssn pubblico, le grandi difficoltà che i medici incontrano negli ospedali, dalle aggressioni, alle denunce, ai carichi di lavoro, alle retribuzioni, inducono Cimo, a sollevare una questione, quella dei medici ospedalieri stufi di essere vessati da più parti, pur nella generale consapevolezza di essere l'unica garanzia di cure adeguate ai cittadini. I medici devono poter lavorare in condizioni dignitose e chiedono a gran voce al Governo risposte certe sulle domande poste negli scorsi mesi", ha concluso il presidente Cimo.