In Piemonte i Sindacati hanno aumentato gli importi delle ore di lavoro rese come prestazioni aggiuntive e hanno concordato con la Regione i criteri per erogare l’indennità di Pronto Soccorso. Inoltre, per combattere le liste d’attesa, ha aumentato fino a 100 euro lordi le ore aggiuntive sia dei medici di Ps sia dei medici che dagli altri reparti arrivano in Ps a “dare una mano”. Partiamo dall’indennità, che è calcolata sul turno lavorato. Nei reparti di emergenza urgenza a decorrere d gennaio 2022 arriveranno circa 20 euro lordi in più a turno che da giugno 2023 diventano 50 euro in più per riconoscere il particolare disagio del lavoro nei DEA. La Regione recepisce così le norme nazionali ed il contratto collettivo, come del resto ha fatto il Lazio, varando a febbraio un tariffario di incentivi con cento euro in più per i medici di Ps per ogni ora di lavoro. Ma anche altre regioni sono intervenute o stanno intervenendo, forti di risorse proprie o degli stanziamenti governativi, ovvero di un “mix” tra i due. Già con la Finanziaria 2022 il governo Draghi aveva disposto per i professionisti che lavorano in Ps una indennità di euro 12 lorde per turno di dodici ore, da riproporzionare in caso di frazioni inferiori alle 12 ore. Questo incremento può ulteriormente crescere in sede di contrattazione aziendale se ci sono risorse regionali. La Finanziaria 2023 ha nuovamente aumentato l’indennità a valere dal 1° gennaio 2024, con uno stanziamento da 200 milioni di euro: 60 milioni per la dirigenza medica, e 140 per il personale del comparto. Di qui, il Piemonte ha varato i suoi aumenti, in partenza con la busta paga di giugno con l’erogazione degli arretrati per il periodo giugno-aprile 2024; a luglio il definitivo adeguamento porterà l’indennità a crescere a livello mensile fino a 200 euro medi. Per quanto riguarda le prestazioni aggiuntive, l’incremento è quello previsto dalla Finanziaria 2024: aumento della tariffa oraria a 100 euro per i medici (invece di 60) e a 60 orari per infermieri (rispetto ai 30 attuali).
Ha commentato Chiara Rivetti, Segretaria Anaao Piemonte, che con il nuovo accordo gli ospedali «anziché esternalizzare le guardie alle cooperative, potranno coinvolgere i propri medici, di cui conoscono le competenze, valorizzandoli. Chiedere turni extra non è certo la soluzione che può risolvere la grave carenza di organico e non può sostituirsi alle assunzioni, ma aumentare la remunerazione è certamente una risposta alle nostre richieste, anche per rendere attrattivo il lavoro nel sistema pubblico ed offrire remunerazioni sovrapponibili a quelle delle cooperative». Di analogo tenore il ragionamento di Beniamino Susi vice presidente di SIMEU, la società scientifica dei medici dell’Emergenza Urgenza, che conferma come altre regioni si stiano muovendo con il Piemonte per l’erogazione degli aumenti a chi lavora in Ps. «In alcuni casi a disporre gli incrementi sono le aziende, a livello locale, con proprie risorse». Se le ore aggiuntive in Ps sono pagate a tutti coloro che le prestano, provenienti da altri reparti, per le indennità «è chiaro che l’obiettivo è da una parte incentivare il personale del Pronto soccorso a restare, dall’altra disincentivare il ricorso alle cooperative di medici ed infermieri, che non dà le stesse garanzie di sicurezza ed è molto oneroso», spiega Susi. «Gli aumenti dovrebbero andare a chi lavora in Ps, ma spesso i medici specialisti nell’Emergenza Urgenza sono una minoranza, e questo non li aiuta». Ci sono poi i colleghi “provvisori”. «C’è una forte sperequazione tra il medico dirigente che lavora ordinariamente in Ps, e il medico di cooperativa che lo affianca, viene pagato a turno e magari va a lavorare subito dopo in un altro Ps a poca distanza, arrivando ad accumulare così in un mese 10-15 turni e anche oltre 10 mila euro, tra l’altro potendo scegliere i turni. Il ministro della Salute ha detto di voler chiudere i rapporti tra il Servizio sanitario e le cooperative, ma alcuni servizi vivono grazie all’apporto di medici esterni. Da una parte per questi colleghi, se preparati, potrebbero essere disposti contratti ad personam, dall’altra andrebbero perseguite politiche stipendiali riequilibratrici a favore di chi in Ps ci lavora a tempo pieno».
Sulle prestazioni aggiuntive va fatto un discorso analogo: «Il medico di Ps svolge un lavoro intenso. Spesso va oltre le 144 ore al mese previste. Gli straordinari, che in genere non erano monetizzati, lo saranno adesso con il nuovo contratto nazionale. Per chi veniva in Ps da altri reparti l’ora aggiuntiva era pagata a parte, con differenze da un’azienda all’altra. Qui– spiega Susi – la bella notizia è che i 100 euro in più dell’ora aggiuntiva si rivolgono a tutto il personale di reparti, come i nostri DEA, che oggi lavorano in carenza di organico».