Una prestigiosa collaborazione di ricerca in Irlanda, che ha coinvolto l'Università di Limerick (UL) e la Queen's University di Belfast, ha portato alla luce una nuova specie batterica resistente scoperta nei sistemi di acque reflue proprio dell'Università ospedaliera confrontati con un tampone di un degente ricoverato in uno dei reparti. Lo studio, pubblicato sul Journal of Hospital Infection, ha rivelato attraverso analisi genomiche e microbiologiche che la nuova specie è resistente a molti antibiotici di uso comune, inclusi quelli destinati ai batteri resistenti.
Il professore Colum Dunne, a capo della ricerca presso la Scuola di Medicina dell'UL, ha messo in evidenza come l'indagine si sia focalizzata sulla risoluzione dei problemi concreti e sulla ricerca di soluzioni efficaci. In sintesi, i batteri sono stati isolati da un paziente, sottoposto a tampone seguendo un protocollo di sicurezza stabilito con il supporto del team di gestione dell'ospedale. Successivamente, i ricercatori hanno notato che il batterio scoperto non poteva essere identificato con i metodi diagnostici abitualmente impiegati nei laboratori ospedalieri. La ricerca, dunque, ha sfruttato i dati provenienti dallo studio approfondito del sistema di acque reflue dell'ospedale. Attraverso l'analisi è stato confermato che il batterio era presente nell'ospedale e che il paziente era stato infettato dopo il suo ricovero. Il team di ricerca ha poi classificato il batterio come appartenente alla famiglia dei Pseudocitrobacter, una categoria solo di recente identificata. Si tratta, spiegano i ricercatori, di un nuovo batterio in aggiunta a questa famiglia, non avendo precedenti segnalazioni o isolamenti da campioni umani. Il Dipartimento della Salute e il team di Resistenza Antimicrobica e Controllo delle Infezioni irlandese hanno espresso l'intenzione di tenere sotto osservazione gli sviluppi futuri. L'Irlanda, adotta un approccio integrato alla salute, che mira a contrastare la resistenza agli antimicrobici, in linea con le migliori pratiche internazionali. La lotta all'antimicrobica resistenza (AMR) è supportata da strategie sanitarie pubbliche europee che includono piani d'azione nazionali e internazionali, evidenziando l'importanza dell'impegno congiunto degli Stati membri dell'UE e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l'AMR tra le prime dieci minacce globali per la salute pubblica, evidenziando l'urgente necessità di affrontare questa grande criticità. A livello globale, i dati dell’OMS indicano che circa il 70% dei casi di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici sono infezioni associate all’assistenza sanitaria, con circa 10 milioni di morti a livello globale ogni anno.
https://www.journalofhospitalinfection.com/article/S0195-6701(24)00001-X/fulltext
Cristoforo Zervos