Attualità
Influenza
28/12/2023

Influenza, quasi al picco. Esperti: no a mix farmaci. Ecco cosa evitare

Sono tantissimi gli italiani che hanno trascorso Natale a letto con l’influenza ma per gli esperti bisogna evitare l’abuso di farmaci. Bassetti: “Nella gestione dell'infezione respiratoria meno è meglio”

influenza famiglia

Come avevano avvisato gli esperti, il boom di casi di influenza è stato registrato nelle festività natalizie, “stiamo arrivando al picco, poi il virus comincerà a declinare", avverte Pierluigi Blanc, infettivologo dell'ordine dei Medici di Firenze a proposito dell'influenza stagionale. “L'influenza di quest'anno non va sottovalutata ma è sbagliato fare allarmismo perché la situazione è sotto controllo. Anzi mi sento di dire che il trend è simile a quello degli anni passati”, spiega. "Ci sono diversi ricoveri di soggetti con influenza, qualcuno con la polmonite, ma nel complesso il trend è simile all'anno scorso - aggiunge Blanc -. Chi arriva in ospedale adesso è perché ha influenza o Covid anche se va detto che ci sono altre forme simil influenzali e virus respiratori. Includendo tutte le patologie 'di stagione' abbiamo 15 casi per mille assistiti, siamo più o meno in linea". "Il consiglio era quello di vaccinarsi perché il vaccino aiuta molto - sostiene -. Adesso purtroppo è tardi: chi non si è vaccinato è più esposto a rischi. Anche sui vaccini sono state dette cose inesatte. È vero che gli over 65 che si sono vaccinati sono meno rispetto al 2022, ma la variazione percentuale è solo del 2%, 56% del 2023 contro il 58% del 2022".

Il rischio di questo incremento di casi Covid e influenzali durante il Natale è l’abuso di farmaci per riuscire a stare bene in poco tempo. “Sono moltissimi quelli che abusano dei farmaci, non sapendo come trattare sia il Covid che l'influenza si riempiono di ogni tipo di medicina. La prima cosa che voglio dirgli è che nella gestione dell'infezione respiratoria 'meno è meglio'". Lo sottolinea Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, tracciando su Facebook un bilancio sui malanni di stagione diffusi in questi giorni di Feste. "Tantissimi italiani sono a letto, soprattutto per influenza - afferma - Purtroppo il picco è atteso tra pochissimi giorni e quindi il numero crescerà ancora". Per Bassetti, "il peggio deve ancora arrivare" ma "possiamo stare tranquilli, avevamo previsto quest'andamento". Come curarsi, dunque? "Si possono prendere antinfiammatori, come l'ibuprofene, l'aspirina, farmaci che vanno bene sia per il Covid che l'influenza. Ricordiamoci che oggi il Covid non ha più niente a che vedere con la malattia del 2020, è molto simile all'influenza. Evitiamo quindi l'abuso di medicine, soprattutto evitiamo di usare gli antibiotici. Molti continuano a prenderli a sproposito, sbagliando e facendo male al loro organismo e all'ambiente".

Non cambia la situazione per i piccoli, l’influenza continua a restare il nemico numero uno dei bambini dai 5 anni in giù in questo periodo dell'anno. "E' la malattia che 'riempie' di più i nostri studi in questa fase", spiega all'adnkronos Salute Antonio D'Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp). "Quest'anno, come noto - ricorda - la sorveglianza epidemiologica e virologica dell'istituto superiore di sanità non riguarda solo il virus dell'influenza, ma anche altri due virus, il Sars-cov-2 e poi il respiratorio sinciziale" Rsv "che può causare la bronchiolite". Rispetto alla settimana scorsa "si è avuto un incremento dell'incidenza dell'influenza. Il virus influenzale, tra i tre attenzionati, è quello che circola maggiormente, seguito dal Sars-cov-2 e poi dal respiratorio sinciziale". Come pediatri di famiglia "siamo più interessati perché, per l'influenza, i bambini al di sotto dei 5 anni sono quelli più colpiti e il virus sinciziale interessa soprattutto i più piccoli". La situazione, per quanto riguarda la pressione sugli ambulatori dei pediatri, "è quindi abbastanza critica. Leggiamo di pronto soccorso assediati - osserva il presidente Fimp - ma ricordiamo che, per esempio, per un bambino con la bronchiolite che arriva in pronto soccorso noi ne curiamo 15-20 sul territorio". L'azione "di filtro che noi stiamo facendo è grande - evidenzia D'Avino - soprattutto su queste malattie che non richiedono una terapia specifica: sia l'influenza, sia il Covid, sia il virus respiratorio sinciziale, infatti, necessitano di cure sintomatiche, cioè vuol dire usare degli antifebbrili, vuol dire attenzione all'idratazione, far rimanere a riposo il paziente. In genere sono malattie che nel giro di 4-7 giorni si risolvono. Secondo i nostri calcoli, grazie alla nostra funzione di filtro solo l'1% dei nostri pazienti va al pronto soccorso: si tratta di numeri importanti. Ognuno, per l'assistenza sanitaria dei piccoli, noi sul territorio e i colleghi ospedalieri nelle strutture sanitarie, svolge il proprio ruolo e concorre nella stessa misura a tutelare la salute dei bambini".


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