Professione medica
20/07/2023

Shock anafilattico, in Italia ogni anno ancora 40 casi fatali

Ancora oggi in Italia si muore per anafilassi. Ogni anno vengono registrati circa 40 casi fatali di shock anafilattico. Di questi più della metà sono causati da allergie alimentari, l'altra metà è provocato da punture di imenotteri, ma il dato resta incerto e sottostimato perché questo conteggio considera soltanto i casi che balzano agli onori della cronaca, mentre molti altri sfuggono alle statistiche perché, oltre a mancare una sorveglianza nazionale, spesso non vengono classificati come tali dal personale di pronto soccorso.
"C'è una palese difficoltà all'accesso all'autoiniettore di adrenalina da parte delle persone a rischio", denuncia Marcia Podestà, Presidente Food Allergy Italia APS - Associazione Italiana Allergie Alimentari, nel corso dell'evento istituzionale "SHOCK - Analfilassi: reazioni consapevoli" promosso da Food Allergy Italia APS, su iniziativa del Senatore Giovanni Berrino e con i patrocini di AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri), FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Siaaic (Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica) e Cittadinanzattiva. "Siamo indietro sulla prevenzione dello shock anafilattico. La politica deve ascoltare la scienza e capire come migliorare la prevenzione. È necessario avviare un dibattito perché è importante e molto utile scoprire quanto si risparmia in termini di prevenzione per indirizzare gli atti della Commissione e del Parlamento con lo scopo di salvare vite umane e risparmiare denaro". Parla così, a Sanità33, Berrino della 10° Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Senato della Repubblica, a margine della conferenza.

Tra i problemi principali, c'è la disomogeneità tra le Regioni. Nonostante le indicazioni di EMA e AIFA, in Italia molte Regioni non garantiscono ancora la corretta erogazione di due autoiniettori a cui hanno diritto tutti i pazienti a rischio. Per questo motivo, Food Allergy Italia APS è impegnata da sempre nel sostenere il diritto di accesso al farmaco salvavita ai pazienti a rischio di anafilassi e nelle attività di sensibilizzazione per informare e formare sia le persone allergiche che le istituzioni e tutti i soggetti coinvolti nella gestione del paziente allergico riguardo all'uso degli autoiniettori di adrenalina", commenta Podestà. Per una corretta gestione dell'anafilassi è fondamentale riconoscere i primi segni e sintomi delle reazioni ed iniziare rapidamente il trattamento. Ecco perché, secondo Luciano Ciocchetti, Vicepresidente XII Commissione Affari sociali, Camera dei Deputati, "bisogna migliorare la formazione dei medici, informare i giovani nelle scuole e il mondo della ristorazione e migliorare la possibilità di cura". L'unica modalità per rispondere prontamente ad uno shock anafilattico è la somministrazione, tempestiva, di adrenalina auto-iniettabile, raccomandata dall'EMA in numero di due prescrizioni. È dunque importante che ai pazienti allergici venga prescritta una terapia di emergenza, pronta per essere immediatamente autosomministrata.


L'evento istituzionale è parte dell'impegno dell'Associazione. Nel 2022, infatti, Food Allergy Italia APS- Associazione Italiana Allergie Alimentari ha realizzato una Petizione, per chiedere il riconoscimento della reazione anafilattica all'interno dei LEA, la riclassificazione dell'auto-iniettore di adrenalina in classe A, l'uniformità di distribuzione di 2 autoiniettori su tutto il territorio nazionale e l'attivazione di una campagna di formazione specifica per specialisti, pediatri, medici di medicina generale e di pronto soccorso. "Sarebbe utile riuscire a ricomprendere all'interno della fascia A la classificazione di questo genere di farmaci e garantire, come Lea, la loro erogazione ovunque. Ma finché la legislazione resta così, sarà difficile. Servirebbe un provvedimento complessivo che riporti in mani centrali tutte le decisioni", spiega infatti Elisa Pirro, della 10° Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, Senato della Repubblica.


Secondo Giuseppe Plutino, Direttore ufficio 5 - Nutrizione e informazione ai consumatori, Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, per una corretta gestione dell'anafilassi bisogna agire su due fronti: "La formazione degli operatori del settore alimentare e l'informazione ai consumatori". "È essenziale che ai pazienti venga prescritta una terapia d'emergenza nelle dosi corrette. Per tale motivo in tutte le Linee Guida internazionali viene sottolineata l'importanza dell'adrenalina auto-iniettabile come trattamento di prima linea per ottenere una rapida ed efficace risposta in caso di anafilassi", secondo Antonella Muraro, Direttore UOSD Allergie Alimentari Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari, AUO Padova; Coordinatore delle Linee Guida Europee per l'Anafilassi. La gestione dei soggetti a rischio di anafilassi comporta anche numerosi costi per pazienti e loro famiglie. "Riuscire a garantire un percorso ben disegnato e condiviso mediante l'implementazione di un modello organizzativo efficiente, rappresenta un'opportunità di miglioramento dell'organizzazione accompagnato da una riduzione dei costi tanto per il Sistema Sanitario Nazionale che per il sistema sociale nel suo complesso" afferma Francesco Saverio Mennini, Direttore Centro EEHTA - CEIS, Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"; Presidente SIHTA Società Italiana di Health Technology Assessment.

Anna Capasso
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