
Il medico di famiglia potrebbe tornare nelle scuole per occuparsi di visite andrologiche. Solo o soprattutto per i maschi, per le visite andrologiche. È disponibile a farlo. Si rende conto che l'infertilità tra i giovani è dietro l'angolo. Lo dicono le ricerche. L'ultima su 157 giovani modenesi, infra26enni esaminati nel progetto 'EcoFoodFertility': oltre il 45% presenta almeno un'alterazione dei parametri del liquido seminale. Il gruppo di Salvatore Micali, cattedra di Urologia all'Università di Modena ha riscontrato 18 casi di oligospermia, 27 di astenospermia, 62 di teratospermia (spermatozoi con forma anomala). Dal 6° Congresso nazionale della Società italiana di riproduzione umana (Siru) lo studio mostra dati purtroppo in linea con altri condotti in aree inquinate d'Italia dove si rilevava un calo di qualità spermatica superiore al 50% nei maschi 19enni, sani, non fumatori, non obesi e con stili di vita corretti. Se in passato il grosso degli studi di cui tuttora dispone l'Organizzazione Mondiale della Sanità riguardava l'infertilità femminile e, meno, la coppia, oggi «i problemi di infertilità riguardano sempre di più il maschio: una crescita preoccupante soprattutto tra i più giovani e apparentemente in salute», riassume
Luigi Montano, presidente area Andrologica Siru. E mancano dati dai paesi più poveri dal recente, enorme impatto industriale. «È fondamentale agire con un'opera incisiva di prevenzione primaria, attraverso informazione e visite. I medici di famiglia, presidi di sanità pubblica sul territorio, devono avere un ruolo importante nel contrastare tale fenomeno che ora finalmente comincia ad emergere in tutta la sua drammaticità, peraltro in un paese come l'Italia, fanalino di coda per natalità in Europa».
E i diretti interessati che ne pensano? Intervistati con un questionario, 70 medici su 100 intervistati da Siru e Fimmg si dicono disponibili a recarsi negli istituti scolastici per 'visite ispettive' in andrologia: «Con l'abolizione della visita dilevadal 2004, è venuto meno uno dei rari momenti di prevenzione dedicato ai giovani maschi che una volta passati alla pubertà perdono il contatto con il pediatra», spiega
Vincenzo Schiavo, Presidente Provinciale Fimmg Napoli. «La visita permetteva di diagnosticare precocemente dal 30 al 40%delle patologie legate all'infertilità: varicocele, criptorchidismo, tumori ai testicoli, fimosi, tutte oggi in forte crescita proprio tra la popolazione più giovane anche a seguito di inquinamento e scorretti stili di vita». Per Schiavo è fondamentale «rafforzare la collaborazione tra i medici di famiglia e gli specialisti verso il comune obiettivo di migliorare radicalmente la preservazione della fertilità, ripartendo da una maggiore attenzione e promozione proprio tra i più giovani» «I medici di famiglia - sottolinea ancora Montano - rappresentano i primi presidi di sanità pubblica sul territorio. Il loro ruolo nel contrasto ai problemi di fertilità va rafforzato anche attraverso un nuovo modo di incontrare i giovani, visitandoli e invitandoli a fare lo spermiogramma, oltre che ad informarli su corretti stili di vista, migliorare la loro consapevolezza alimentare e le conoscenze sui rischi ambientali, chimici e fisici».