
Con il 2023 l'ECM si ammanta di mistero: ci sarà più tempo per maturare i crediti ma per ora non si sa altro di certo, lo spazio è per le supposizioni. Nel decreto-legge Milleproroghe varato il 29 dicembre (198/22) il governo prolunga di fatto di un anno la durata del triennio formativo 2020-22 in scadenza a dicembre 2022. Ma, leggendo la disposizione, non è ancora chiaro se medici ed altri professionisti sanitari abbiano davvero un anno in più per maturare il "vecchio" fabbisogno del triennio - circa 50 punti/anno con relativo abbuono di un terzo dei crediti (50 punti in 3 anni) - o invece restino tenuti a totalizzare il fabbisogno quadriennale 2020-23 con i criteri in auge, il che richiederebbe circa 50 punti in più nel 2023 con bonus di un terzo, quindi in tutto 200 punti scontati di 66. Questa è una semplificazione, ricordiamo che i fabbisogni variano in base alle situazioni dei singoli. In ogni caso, se la vogliamo seguire, lo scostamento non è poco, è di oltre una trentina di crediti in più o in meno da presentare a fine anno.
Nel testo del decreto Milleproroghe, laddove il decreto Rilancio del 2020 introduceva lo sconto (bonus) di un terzo del fabbisogno di crediti del professionista per il triennio 2020-22, la nuova disposizione sostituisce il lasso temporale di validità del bonus con "quadriennio 2020-23". E lascia scoperti vari quesiti, al di là di quello relativo al punteggio da ottenere entro fine 2023. Ad esempio: la cadenza entro cui viene misurato il fabbisogno è stata trasformata in quadriennale o resta il triennio e qui è stata introdotta eccezionalmente una proroga di un anno? Altra domanda: si apre comunque il nuovo triennio ai fini assicurativi? In base al decreto-legge Aiuti, dal 2026 le assicurazioni per mantenere le polizze Rc dei professionisti sanitari, medici in primis, richiederanno la prova che questi professionisti hanno raggiunto il 70% dei crediti del fabbisogno di aggiornamento 2023-25, è una richiesta che adesso vale ancora? Sul punto la Fnomceo fino ad oggi non si è sbilanciata. Ricordiamo che il decreto-legge attende di essere trasformato in legge entro la fine di febbraio, e il Parlamento in sede di conversione potrebbe esplicarne meglio i contenuti. La Fnopi, Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, dichiara per l'appunto di attendere lo svolgimento dell'iter parlamentare di conversione in legge del decreto e soprattutto «le linee guida esplicative che la Commissione Nazionale Formazione Continua emanerà nel merito, fornendo ulteriori chiarimenti». Gli psicologi con il presidente CNOP David Lazzari e il referente Ecm Alessandro Trento sottolineano come la categoria avesse espresso la necessità di consentire un più ampio arco temporale per acquisire i crediti del triennio 2020-22. «Il CNOP monitorerà l'iter parlamentare per vedere eventuali modificazioni e quali saranno le modalità applicative che avrà la legge approvata».
A cimentarsi in un'esegesi testuale, l'unica cosa certa per ora è la seguente: il decreto dispone che il bonus è spalmato sul quadriennio e non sul triennio; quindi, se aumentasse il fabbisogno del professionista, poniamo di 50 punti, si abbuonerebbe un terzo di questi 50 punti, se non aumentasse ci sarebbe in assoluto più tempo per totalizzare i crediti del triennio 2020-22. Tra le ragioni della decisione, la possibilità che, a conti fatti, e facendo una proiezione dei crediti acquisibili dai professionisti sanitari nei corsi svolti nell'ultimo semestre 2022 e ancora da inserire nel sito Cogeaps, la percentuale di medici ed altri professionisti che hanno totalizzato i crediti da fabbisogno sia ancora relativamente un po' bassa. Intervistato da DoctorNews il presidente di Cogeaps
Roberto Monaco a dicembre sottolineava una tendenza in crescita: rispetto al passato ci sarebbero più medici che si formano e sono in regola, ma l'emergenza Covid-19 con il relativo superlavoro potrebbe aver impedito in alcuni casi di trovare tempo per completare i fabbisogni formativi specie nell'ambito della dirigenza medica. Dall'altra parte, con la misura del Milleproroghe, se i ritardatari possono ora mettersi in pari, chi è in regola con i crediti può aprire una nuova stagione avendo più tempo per scegliere eventi in linea con la preparazione che gli è richiesta per affrontare il suo lavoro.