
Nell'Italia post-Covid aumenta il disagio psichico, soprattutto tra i giovani. Ma i neuropsichiatri infantili non bastano, per la difficoltà di ricambio generazionale e di copertura dei posti vacanti su tutto il territorio nazionale. Il risultato è una elevatissima richiesta di giovani specialisti che vengono assunti dai servizi ospedalieri durante l'ultimo anno di formazione. Lo segnala la Sinpia (Società italiana di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza), che in occasione del primo convegno nazionale dedicato agli specializzandi di neuropsichiatria infantile - in programma il 16 e 17 dicembre all'Università di Brescia - lancia l'allarme su una carenza che nel prossimo futuro rischia di diventare"drammatica" e propone di alzare la soglia minima dei posti annui nelle scuole di specializzazione.
"Come società scientifica - dichiara la presidente Sinpia
Elisa Fazzi - chiediamo che la programmazione universitaria in corso non lasci questa disciplina priva di risorse: abbiamo quantificato in 400 nuove borse/anno il numero minimo di specialisti necessaripermantenere lo status quo in relazione ai dati epidemiologici e al fisiologico turnover legato all'età media degli attuali neuropsichiatri infantili, e consentire di garantire le risposte previste dai Livelli essenziali di assistenza. Molto è stato fatto", considerando che "quest'anno sono previsti 283 nuovi posti in scuola di specialità, di cui 251 attribuiti dal ministero dell'Università e Ricerca, numero triplicato rispetto a 3-4 anni fa, suddivisi nelle 21 scuole italiane, a cui si sono aggiunti i 32 messi a disposizione dalle Regioni. Il risultato, tuttavia, non è ancora sufficiente per coprire il fabbisogno e il turnover".
"Formare giovani medici dedicati alla cura" delle patologie neurologiche e psichiatriche dell'età evolutiva da 0 a 18 anni "è un bisogno primario e assoluto della nostra comunità in Italia, ma anche nel mondo intero - sottolinea Fazzi, direttore Uo Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (Npia) Asst Spedali Civili e Università di Brescia, presidente e promotrice del congresso - La tutela dello sviluppo neuropsichico e della salute mentale delle nuove generazioni è una priorità assoluta dato il rilevante incremento della morbilità neurologica e psichiatrica in età evolutiva segnalato dalla letteratura scientifica e dagli addetti ai lavori da tempo in tutti i Paesi occidentali, ma ora reso drammatico dalle conseguenze della pandemia" di Covid.
"Nei prossimi 2-3 anni la carenza di neuropsichiatri infantili sarà drammatica e non si riusciranno a coprire i posti vacanti - avverte la Sinpia - Servizi, comunità terapeutiche per minori e altre strutture si troveranno impossibilitati a dare le risposte assistenziali necessarie, già gravemente sottodimensionate, mentre il numero di docentie formatori sarà decimato nell'arco dei prossimi anni in tutte le università italiane perché molti in fase di quiescenza e con scarso ricambio".
"Questa contingenzanazionale - prosegue Fazzi - richiede una deroga agli abituali meccanismi di attribuzione del personale universitario, che corrisponda responsabilmente e qualitativamente alle esigenze assistenziali, formative e di ricerca, anche considerando il numero limitato delle università italiane che hanno criteriperaccreditare nuove scuole dispecializzazionein questa disciplina". Per gli esperti "appare strategico da un lato implementare l'attività di ricerca per le nuove terapie di precisione, per la sperimentazione di nuovi metodi riabilitativi, per l'uso e la diffusione delle nuove tecnologie che permetterebbero un più facile accesso e una migliore continuità nella fruizione delle cure; dall'altro affrontare con decisione la carenza di personale nei servizi di Npia e in particolar modo l'esiguità numerica degli specialisti in neuropsichiatria infantile che non sono sufficienti per coprire le necessità assistenziali nei prossimi anni".
"È presente una grave carenza della risposta assistenziale - ammonisce
Antonella Costantino, past president Sinpia e direttore Uo Npia della Fondazione Irccs Policlinico di Milano - per la mancanza di posti letto di Npia sul territorio nazionale, ad oggi solo 395 a fronte di un fabbisogno di almeno 700, ma ancor di più sono presenti criticità nelle risposte dei servizi territoriali di Npia, gravemente sottodimensionati e che necessitano con urgenza di un potenziamento per poter accogliere e seguire i numerosi nuovi casi con interventi di intensità appropriata, e prevenire per quanto possibile il ricovero e l'inserimento residenziale terapeutico".
Promosso dalla Sinpia e dal Collegio dei direttori delle Scuole di specializzazione in neuropsichiatria infantile - spiega la società scientifica in una nota - il convegno bresciano vuole creare un'occasione di incontro dopo gli anni difficili dell'acuzie pandemica tra i professionisti 'senior' di questa disciplina medica e le giovani generazioni che si stanno formando. All'evento parteciperanno circa 400 professionisti di cui 350 specializzandi provenienti da tutta Italia, con la presentazione di oltre 200 abstract tra comunicazioni orali e poster. Nelle due giornate verranno affrontati i temi più caldi e attuali in sessioni in cui, dopo un'introduzione sui vari argomenti, presentata da uno speaker di fama nazionale/internazionale, gli stessi specializzandi animeranno le sessioni con la presentazione di casi clinici e successiva discussione coordinata dai loro docenti.
La neuropsichiatria infantile - ricorda la società scientifica - si occupa di tutte le patologie neurologiche e psichiatriche degli under 18, estremamente rilevanti dal punto di vista epidemiologico, tra cui i disturbi del neurosviluppo come autismo, disturbo di deficit di attenzione/iperattività (Adhd), disabilità complesse, disturbi specifici dell'apprendimento e del linguaggio, per arrivare all'epilessia (con insorgenza nel 70% dei casi in età evolutiva), alle paralisi cerebrali infantili e ai disturbi del movimento, alle malattie rare a interessamento neurologico e infine a tutte le tematiche della psicopatologia dell'infanzia e dell'adolescenza come depressione e disturbi dell'umore, disturbi della condotta e della personalità, disturbi del comportamento alimentare, autolesionismo e suicidalità, dipendenze da sostanze, ma anche da internet e dai social media, fino alle psicosi che insorgono anche precocemente in preadolescenza e i cui segni di rischio possono essere rilevati anche in età scolare.