
Un panel di esperti convocato da Farmindustria affronta il tema della resistenza antimicrobica dal punto di vista della ricerca e dello sviluppo e propone delle raccomandazioni per una strategia efficace in un numero speciale di PharmAdvances.
Gli argomenti sono organizzati in tre sezioni, ovvero il ruolo della vaccinazione come strumento di prevenzione contro la resistenza antimicrobica, il valore, l'accesso e l'innovazione di nuovi antibiotici contro la resistenza batterica, e l'uso appropriato degli antibiotici.
Francesco Visioli, dell'Università di Padova, in un editoriale introduttivo, spiega che la globalizzazione, l'uso inappropriato di antibiotici, e l'esitazione rispetto alle vaccinazioni rappresentano una grave minaccia per il sistema sanitario, tanto che in Italia si registrano più di 11.000 morti all'anno per infezioni resistenti agli antibiotici. Secondo il documento, i vaccini sono in grado di ridurre la resistenza antimicrobica proteggendo gli individui vaccinati, e indirettamente i non vaccinati, e abbassando le eventuali infezioni batteriche secondarie associate.
Gli esperti raccomandano di completare quanto prima il Sistema Informativo Nazionale sull'Immunizzazione, integrare tutte le vaccinazioni nei percorsi diagnostici e terapeutici in modo standardizzato a livello nazionale, e favorire la formazione degli operatori sanitari sul tema, oltre a redigere una dichiarazione ufficiale di consenso della Società Scientifica sul ruolo delle vaccinazioni nella prevenzione della resistenza agli antibiotici.
Per quanto riguarda la ricerca, secondo gli autori è necessario creare un ambiente favorevole che possa attrarre investimenti. Tra le raccomandazioni, si consiglia di utilizzare indicatori specifici in grado di misurare efficacemente il grado di innovazione dei nuovi antibiotici, e di identificare nuove modalità di rimborso che garantiscano ritorni economici tali da aumentare e mantenere gli investimenti in questo settore.
L'ultima parte del documento riguarda l'uso appropriato degli antibiotici, considerato uno dei principali strumenti per prevenire la selezione e la diffusione di microrganismi resistenti nella comunità e nelle strutture sanitarie. Il Piano d'azione nazionale sulla resistenza antimicrobica (NAP-AMR) sottolinea l'importanza di promuovere iniziative di formazione professionale sull'uso appropriato di tutti gli antibiotici e sulla prevenzione e il controllo delle infezioni, ma finora questo è stato fatto solo in parte. In particolare, gli esperti fanno notare che nei contesti di emergenza non sempre è possibile ottenere un consulto infettivologico, e che le schede informative AIFA sui nuovi antibiotici, basandosi su indicazioni posologiche a partire da sindromi e non dall'eziologia, costituiscono un oggettivo impedimento all'utilizzo in situazioni di emergenza di questi medicinali, costringendo spesso gli specialisti a utilizzarle off-label. Si raccomanda che le strutture sanitarie utilizzino le risorse destinate alla missione "Salute" del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per superare le carenze strutturali, tecnologiche e organizzative, per la formazione professionale sanitaria, per garantire la presenza di un team multidisciplinare e un accesso tempestivo a nuovi antibiotici in condizioni di urgenza e di emergenza, oltre che per promuovere campagne di comunicazione rivolte al grande pubblico sull'uso corretto e consapevole degli antibiotici.
Pharmadvances 2022. Doi: 10.36118/pharmadvances.2022.43
http://doi.org/10.36118/pharmadvances.2022.43Pharmadvances 2022. Doi: 10.36118/pharmadvances.2022.44
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