Cefalea, malattia sociale ancora sottovalutata. Al via campagna di sensibilizzazione
Al via campagna "DoMore4ME - be part of the MIGRAINE voice" promossa da Lundbeck Italia: mantenere alta l'attenzione sulle persone che soffrono di emicrania. A due anni dalla legge (Legge 81 del 14 Luglio 2020) che riconosce la cefalea primaria cronica come malattia sociale, ancora manca il decreto attuativo per avviare progetti di sperimentazione di modelli innovativi di presa in carico delle persone affette da diverse forme di cefalea cronica, oltre che regolare l'eventuale esenzione a farmaci e comprendere la possibilità di assentarsi dal posto di lavoro a causa della malattia. Da questa premessa nasce la campagna "DoMore4ME - be part of the MIGRAINE voice" promossa da Lundbeck Italia, presentata oggi all'Ara Pacis a Roma, che invita a mantenere alta l'attenzione sulle persone che soffrono di emicrania promuovendo una evoluzione del quadro normativo e della presa in carico, dalla diagnosi precoce ai percorsi di cura.
Obiettivo dell'iniziativa è raccontare in maniera emozionale ed esperienziale cosa è l'emicrania per farne comprendere l'impatto fisico, psicologico, sociale e funzionale. La presentazione romana si è, infatti, aperta con delle sagome senza voce e senza volto che protestano con in mano dei cartelli, le sagome sono senza volto perché il loro dolore e la loro sofferenza è ancora incompreso e non visto. Do more4me è, infatti, una protesta silenziosa perché per le persone che vivono con l'emicrania, il rumore ha un peso enorme. L'emicrania è ancora una malattia molto sottovalutata, circa il 70-80% dei pazienti emicranici durante l'attacco presenta un'avversione a suoni normalmente non fastidiosi (fonofobia) e/o agli stimoli luminosi (fotofobia). Grazie a un percorso esperienziale è stato evidenziato quanto l'emicrania non vada sottovalutata e quanto la patologia impatti sulla qualità della vita quotidiana delle persone che ne soffrono. E proprio in questa cornice di protesta silenziosa e di percorso esperienziale che si è svolto ieri all'Ara Pacis di Roma un evento che ha visto la partecipazione di istituzioni, politici, esperti, associazioni pazienti e cittadinanza al fine di affermare l'importanza di DOMore4MegrainE. La Legge 81 del 14 Luglio 2020 che riconosce la cefalea primaria cronica come malattia sociale sembrava un punto di partenza per la gestione della patologia ma, a distanza di due anni, ancora manca il decreto attuativo del ministero della Salute che avrebbe dovuto essere implementato entro 180 giorni, identificando progetti finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da diversi forme di cefalea cronica, oltre che regolare l'eventuale esenzione a farmaci e comprendere la possibilità di assentarsi dal posto di lavoro a causa della malattia.
Le riflessioni finali sono state affidate al mondo politico, in particolare all'On. Giuditta Pini, promotrice e firmataria nel 2020 del DDL sulla cefalea cronica: "la Legge per il riconoscimento della cefalea primaria cronica come malattia sociale ha avuto un iter molto lungo, che ha attraversato tre legislature prima di giungere alla sua approvazione. Il tentativo iniziale era quello di inserire il riconoscimento della cefalea e dell'emicrania all'interno dei LEA, ma i pochi dati a supporto ed i costi per il SSN hanno impedito il raggiungimento di questo obiettivo. Successivamente all'approvazione della Legge la risposta che il Ministero ha dato è stata assolutamente contraria anche allo stesso parere favorevole che lo stesso Ministero aveva inizialmente espresso sulla medesima legge nel corso dell'ultima legislatura. Una risposta politicamente e tecnicamente non corretta. Un tema, questo, che inevitabilmente dovrà essere discusso nella prossima legislatura". A concludere ci ha pensato l'On. Fabiola Bologna: "Rinnoviamo l'impegno politico per l'emicrania. Stiamo valutando la possibilità di individuare nuovi metodi di presa in carico delle persone affette da emicrania nell'ambito dei LEA per assicurare anche la provvista finanziaria non prevista dalla legge 81. Nell'ambito dei percorsi e delle soluzioni si sta discutendo che anche di un maggior coinvolgimento dei medici di famiglia e delle farmacie dei servizi che possono rivestire un ruolo strategico in virtù della loro capillarità territoriale, nel suggerire il consulto di uno specialista, anche per una più completa valutazione in termini di nuove opzioni terapeutiche e percorso disegnato ad-hoc in funzione dei sintomi. L'obiettivo è scendere in campo con quante più azioni concrete per affrontare anche con soluzioni innovative, la sofferenza legata all'emicrania e al suo impatto sulla quotidianità, con conseguenti costi sociali e per il Sistema".
Per l'ex ministro della salute Beatrice Lorenzin, che in qualità di persona con emicrania ha voluto testimoniare in prima persona il suo vissuto legato alla patologia, bisogna continua a lavorare su due fronti: "Togliere lo stigma a questa patologia e non far sentire le persone in difficoltà o in difetto perché soffrono di cefalea a grappolo o emicrania. Bisogna indirizzarle verso un percorso terapeutico corretto perché troppe persone ancora di curano male". Il secondo fronte riguarda la legge 81 del 2020, "bisogna reclamare le cose per cui abbiamo dato la legge. Portare l'attuazione di tutti gli aspetti della norma nella vita dei cittadini. Questo sarà il nostro compito nella prossima legislatura". L'appello adesso è al resto del mondo politico e alla cittadinanza affinché si possa, con i fatti, contribuire a migliorare la vita delle persone con emicrania. Do more 4 me - be part of the Migraine voice.
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