Attualità
22/07/2022

Covid-19, nel 2020 saltato un ricovero su cinque. I dati Istat-Agenas

L'impatto della pandemia sugli ospedali, soprattutto nei primi mesi dalla comparsa del virus SarsCov2, è stato devastante: la necessità di rispondere all'emergenza Covid ha costretto a sospendere le procedure non urgenti con un taglio dei ricoveri ordinari che, ad aprile del 2020, è stato del 45% rispetto allo stesso mese degli anni precedenti e, a maggio, del 39%. Complessivamente, nel primo anno della pandemia, i ricoveri si sono ridotti del 22% rispetto alla media del triennio precedente: il 20,1% in meno per i ricoveri ordinari e del 29,4% per i day hospital.
I dati arrivano dal rapporto realizzato dall'Istat e da Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) che traccia un quadro chiaro di quale sia stato l'impatto della pandemia sul sistema ospedaliero nel 2020. "L'emergenza sanitaria conseguente alla diffusione del Covid-19 ha determinato un vero e proprio 'shock' sul sistema ospedaliero", si legge nel rapporto.
I numeri mostrano come il Covid abbia, per un verso, assorbito ingenti risorse assistenziali, dall'altro, sbarrato la strada alle cure per le altre malattie. Nel 2020, infatti, più di 1 ricovero su 20 in Italia - 286.530, pari al 5,5% dei ricoveri totali - ha riguardato pazienti con Covid. Tuttavia, nei mesi terribili di marzo e aprile, nelle aree più colpite del Paese, come il Nord-Ovest, i ricoveri Covid hanno rappresentato quasi la metà del totale. A complicare ulteriormente il quadro la gravità dell'infezione, che ha reso necessario il ricorso alla terapia intensiva per 35 mila malati (il 12,3% del totale). Complessivamente, inoltre, quasi un paziente su 5, tra i ricoverati nel 2020, è deceduto. Nel 90% dei casi si è trattato di ultrasessantacinquenni; in questa fascia di età il 30,2% dei ricoveri si è conclusa con il decesso.
Specularmente, il Covid ha ridotto la capacità degli ospedali di fornire risposte ai pazienti affetti da altre malattie. Rispetto ai tre anni precedenti, sono stati effettuati quasi 2 milioni i ricoveri in meno. Una diminuzione spiega il rapporto, "attribuibile principalmente al differimento delle ospedalizzazioni non urgenti". Ma non solo: "la pandemia ha comportato una diminuzione anche dei ricoveri ordinari urgenti (-15,3%), in particolare al Sud (-22,4%) e nelle Isole (-19,5%)", si legge.
Il rinvio dei ricoveri ha riguardato tutte le patologie: quelli per le malattie del sistema osteomuscolare sono diminuiti del 29,5%, quelli per le malattie dell'apparato digerente del 27,2%, per le malattie genito-urinarie del 25,2%, per traumi del 17,3%, per tumori del 14,5%. Questi ultimi, precisa il documento, sono "classificati dal ministero della Salute come prestazioni non differibili". Il rapporto intercetta inoltre i primi dati sugli effetti a lungo termine di Covid: il 21,5% dei pazienti con un primo ricovero Covid-19 ha avuto ricoveri successivi nell'anno. In quasi la metà dei casi il motivo è stato una reinfezione da SarsCov2; nel 17% dei casi è stato causato da malattie respiratorie: ciò "fa supporre si tratti di esiti a distanza della malattia".
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