
In Italia sono 1.800 i consultori familiari attivi. È quanto emerge dall'Indagine nazionale sui consultori familiari 2018-2019 dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Dalla indagine, a cui hanno risposto 1.703 strutture, risulta "che in media sul territorio nazionale è presente un consultorio ogni 32.325 residenti" e "solo in 5 Regioni e una provincia autonoma il numero medio di residenti per consultorio è compreso entro i 25 mila, mentre in altre 5 Regioni e una provincia autonoma il numero medio è superiore a 40.000 residenti per struttura, con un bacino di utenza per sede consultoriale più che doppio rispetto a quanto previsto dal legislatore. Nel 1993 - si legge nel report dell'Iss - era disponibile circa un consultorio ogni 20.000 residenti, una struttura ogni 28.000 residenti nel 2008. Si evidenzia quindi una progressiva riduzione del numero delle sedi sul territorio nazionale".
Dall'indagine è emerso che, complessivamente, "gli ambiti nei quali è stata più frequentemente effettuata attività di programmazione a livello aziendale o distrettuale sono stati i corsi di accompagnamento alla nascita (Can) (94,4%), l'educazione affettiva e sessuale (88,9%) e l'allattamento (87,8%). A seguire la prevenzione oncologica (78,9%)e poi, con frequenze più basse, seguono gli altri ambiti fino alla prevenzione di uso di sostanze, citata nel 26,1% dei casi".
Sono state indagate anche le strategie più utilizzate per coinvolgere le fasce di popolazione più svantaggiate: "L'utilizzo di materiale multilingue (88,0%) e l'apertura dei consultori in giorni/fasce orarie rispondenti alle esigenze dell'utenza (75,4%) (Figura 3). Nelle 19 Regioni e 2 province autonome - osserva l'Iss - il 59,2% delle aziende sanitarie/distretti partecipanti ha indicato la collaborazione con associazioni del terzo settore mentre il 35-36% riporta interventi effettuati all'esterno del consultorio, in luoghi pubblici e in aree disagiate. Il 4,9% effettua interventi specificamente nei campi Rom".
Il documento descrive nel dettaglio i risultati del progetto nazionale sui consultori familiari, finanziato dalle azioni centrali del ministero della Salute e coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità nel 2018-2020, che ha fotografato la rete dei 1.800 consultori distribuiti sull'intero territorio nazionale, rilevato i loro modelli organizzativi e analizzato le attività con l'obiettivo di identificare le buone pratiche per promuovere una rivalutazione del loro ruolo. L'attualità di questi servizi emerge pienamente dalla lettura del rapporto, che fornisce elementi conoscitivi utili alla comprensione delle funzioni, della complessità organizzativa e della variabilità dell'offerta dei consultori familiari nelle diverse Regioni.
Il rapporto è costituito da due volumi: nel primo sono descritti i risultati generali dell'indagine seguiti da focus di approfondimento su alcune tematiche di interesse prioritario per consentirne una lettura integrata sulla base delle conoscenze disponibili nel panorama nazionale; il secondo è dedicato a un approfondimento dei risultati a livello regionale che ne consente una lettura contestualizzata ai diversi sistemi sanitari regionali in un'ottica di benchmarking.
"In questi anni di emergenza pandemica da Covid-19 - scrive il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss),
Silvio Brusaferro, nella presentazione - si è rafforzata nel Paese la consapevolezza dell'importanza di disporre di una rete integrata di servizi territoriali di base in grado di assicurare capillarmente la presa in carico delle persone e delle comunità, garantendo l'accessibilità e la continuità delle cure anche alle fasce di popolazione socialmente più svantaggiate e più difficili da raggiungere. L'auspicio è che i risultati di questo progetto possano concretizzarsi in uno strumento di confronto utile ai professionisti che operano sul territorio e ai decisori che, a vari livelli, sono chiamati a riflettere e a dare risposte sul futuro di questi servizi strategici in un'ottica di valorizzazione della tutela e promozione della salute, inserendoli a pieno titolo nella riorganizzazione territoriale prevista dal Pnrr''.