
Aumentare la tassazione sul tabacco come strategia efficace per ridurre i consumi, disincentivare l'iniziazione al fumo e potenziare le risorse necessarie a fronteggiare un'emergenza che genera 700.000 vittime l'anno in Europa e oltre 90.000 in Italia, dove si stimano circa 26 miliardi fra costi diretti e indiretti. Questi i temi al centro dell'evento 'Tabacco, salute e sostenibilità. Strategie per un'Europa libera dal fumo', organizzato da Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con Eco European Cancer Organisation. «La lotta al cancro resta la priorità assoluta», ha dichiarato il ministro della Salute
Roberto Speranza in un videomessaggio inviato per l'evento. «E' ancora la seconda ragione per decessi del Paese ed è un tema su cui mettere ogni giorno la massima attenzione, non solo in termini di assistenza ma soprattutto in termini di prevenzione. La prevenzione primaria è davvero fondamentale - ha aggiunto - e tutto quello che si fa ci mette in condizioni di gestire una delle sfide più serie con cui abbiamo a che fare». Speranza sottolinea che sulla ricerca «dobbiamo investire di più». «Si stanno facendo grandi passi in avanti - ha aggiunto - mali che apparivano incurabili non lo sono più grazie alla scienza e agli investimenti straordinari sul piano nazionale e europeo». Insomma, adesso è fondamentale mettere «insieme energie, competenze e cervelli dei nostri governi per poter dare risposte sempre più forti a questa sfida», ossia quella «di rafforzare i nostri sistemi sanitari nazionali - ha concluso - e renderli più capaci di rispondere alle enormi questioni che il nostro tempo ci pone».
Nel corso dell'evento si è tenuto un confronto con esperti e protagonisti del mondo scientifico. Secondo
Giovanni Fattore, membro del Comitato scientifico per la lotta al fumo della Fondazione Veronesi, un aumento «importante» delle accise sul tabacco sarebbe sicuramente «una misura efficace per disincentivare il fumo, soprattutto tra i giovani». E come ha spiegato
Giulia Veronesi, anche lei del Comitato scientifico della Fondazione, «rimodulando le accise si potrebbe raggiungere un aumento delle risorse pubbliche utili o sovvenzionare educazione e informazione e aiutare più efficacemente chi vuole smettere». Per l'assessore milanese al Welfare
Lamberto Bertolè «troppi giovani iniziano a fumare», eppure «abbiamo tutte le informazioni per spiegare che non è una scelta sana». La pandemia «ha creato molti ritardi negli esami, le liste di attesa sono aumentate - ha aggiunto - abbiamo un imbuto di ritardo dal punto di vista della prevenzione. Dobbiamo fare in modo che i controlli preventivi siano pianificati».
Mike Morrissey, Chief Executive Officer di Eco, ha evidenziato che il tabacco «è la causa del 20% di tutti i tumori in Europa e di metà di tutti i tumori prevenibili. Non si può allentare l'impegno contro il fumo».
La Lombardia, ha fatto sapere la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia,
Letizia Moratti, «sta partecipando col ministero a studi scientifici che prevedono lo screening con tac a basso dosaggio ai fumatori» in modo ad avere una diagnosi precoce che possa aiutare nelle cure. Altrettanto importante è «la collaborazione con livelli territoriali diversi per quanto riguarda la prevenzione». La Regione «partecipa in maniera convinta a questi studi del governo - ha concluso - e partecipa in maniera altrettanto convinta alla rete con le scuole per prevenzione e per incrementare e incoraggiare stili di vita sani come il non fumare». «Per fortuna - ha aggiunto - gli investimenti nella santità negli ultimi anni stanno aumentando. Come Regione abbiamo chiesto investimenti ancora più importanti perché' le sfide che abbiamo davanti, come la sanità di prossimità, richiedono di avere una grande attenzione alle tematiche che riguardano il personale». «L'investimento in salute è quello prioritario. Se investiamo in salute - ha concluso - investiamo nel benessere delle persone, nella crescita economica e in inclusione sociale».