
Con uno stanziamento di 11,23 miliardi di euro, uno degli obiettivi del PNRR è lo sviluppo e l'innovazione della sanità pubblica. Per raggiungerlo, è necessario valorizzare gli investimenti nel sistema salute in termini di risorse umane, digitali, strutturali, strumentali e tecnologici. Questo il tema al centro del ciclo di incontri "PNRR: prospettive e opportunità per ripartire", che oggi si è soffermato sulla Missione 6 del Pnrr e, in particolare, sul tema del SSN tra innovazione, ricerca e trasformazione digitale.
All'interno della missione numero 6 si fa esplicito riferimento al rafforzamento della ricerca sanitaria e biomedica come strumento per potenziare il SSN, fortemente provato dalla pandemia. Giovanni Apolone, Direttore Scientifico Istituto dei Tumori, ha illustrato, nel corso del webinar, come la rete degli IRCCS possa potenziare la ricerca biomedica in Italia grazie ai fondi del PNRR. «È una grande opportunità per colmare gap storici, ma se parallelamente non si è fatto un lavoro di semplificazione, sarà molto difficile essere efficaci». Apolone precisa che «l'epoca pandemica ci ha insegnato quanto la collaborazione remota nella ricerca possa essere determinante per il progresso della ricerca. C'è bisogno, quindi, di lavorare insieme, utilizzando delle piattaforme comuni che ci permettano di superare quei gap che ci sono perché non c'è istituto che da solo può avere tutte le competenze, tutte le risorse e tutte le tecnologie per far fronte alla competizione con l'Europa».
Anche Americo Cicchetti, Direttore ALTEMS, invita alla cautela, «dobbiamo utilizzare i fondi del Pnrr con grande accortezza, facendo attenzione a misurare queste risorse», sottolinea. Cicchetti evidenzia che si tratta di «spese per investimento, che, devono rappresentare il volano della crescita e dello sviluppo». Per riuscire a rendere questi investimenti un'opportunità, è necessario fare rete fra tutti gli attori coinvolti.
Questa è la criticità maggiormente sollevata dai relatori che sono intervenuti nel corso del webinar. Carmine Pinto, Presidente FICOG, spiega: «Da anni si cerca di spostare determinati servizi ospedalieri sul territorio, senza mai riuscirci. Ora sono state identificate almeno le strutture, il problema resta identificare le funzioni, le qualità dei servizi e cosa può essere fatto all'interno di queste strutture perché non tutto potrà passare sul territorio bisognerà selezionare le prestazioni adeguate».
D'accordo anche Gianluca Polifrone, Direttore Ufficio di Presidenza AIFA e Autore "Sanità digitale: inizia la rivoluzione? Riflessioni sulla sanità che vorrei", che evidenzia come «i fondi del PNRR, erogati dopo l'emergenza pandemica, sebbene assicurino importanti investimenti, per non essere sprecati dovrebbero essere concretizzati in progetti mirati».