
Le raccomandazioni dell'Oms consentono e raccomandano programmi di combinazione per garantire la vaccinazione completa in situazioni di criticità. È questo il caso dei rifugiati ucraini che stanno arrivando in Europa per la guerra in corso (circa tre milioni e mezzo hanno lasciato la regione). Per questo motivo per prevenire il diffondersi del Covid-19, le organizzazioni sanitarie mondiali, compresa la Ue, stanno garantendo le vaccinazioni anche per coloro che stanno scappando dal conflitto. Dei sei vaccini autorizzati in Ucraina, due non sono stati autorizzati dall'EMA: Covishield e CoronaVac. Nonostante questi due vaccini siano stati elencati dall'Oms per l'uso in emergenza, è la stessa organizzazione a raccomandare programmi di combinazione e abbinamento vaccinale come mezzo sanitario accettabile per garantire il ciclo completo, ed in questo caso anche per i rifugiati ucraini. L'Oms ha dichiarato come ormai da tempo esistano prove crescenti dell'efficacia delle vaccinazioni eterologhe. Questo indica la sicurezza di poter anche somministrare vaccini diversi e/o una dose di richiamo, in modo da poter completare l'iter vaccinale attraverso un "mix and match" di dosi. In questa direzione va anche la dichiarazione di pochi giorni fa di Kate O'Brien, direttrice dell'Immunisation, vaccines and biologicals presso l'Oms:" Coloro che si trovano in circostanze particolarmente vulnerabili, contesti di conflitto, emergenze umanitarie, sono le persone con massima priorità di vaccinazione. Ed è importante che questi individui abbiano la protezione soprattutto contro le malattie gravi e ospedalizzazione".
Sulla base dei dati dell'Oms, ad oggi solo il 35% degli ucraini risulta completamente vaccinato e solo il 2% ha ricevuto il richiamo. Per l'Europa la sfida sarà, quindi, ardua per completare la vaccinazione a tutti i rifugiati entranti sul territorio dell'unione. Stando ai numeri, la Ue ha abbastanza scorte vaccinali anche per i rifugiati e sta portando avanti sforzi per utilizzare tutti gli strumenti necessari, come gli accordi di appalto congiunti, per supportare gli Stati membri nella somministrazione dei vaccini.
Per quel che riguarda l'Europa, l'Ecdc (Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), non ha pubblicato al momento informazioni su politiche di vaccinazione eterologa con vaccini non approvati in Unione Europea. Le uniche linee guida presenti sono inquadrate nella prevenzione e controllo della diffusione del Covid-19 nei centri di accoglienza temporanea, con obiettivo principale di testare e vaccinare tutti gli adulti ed i bambini idonei non in possesso di documentazione di vaccinazione precedente.
Cristoforo Zervos