L'importanza del ruolo dell'Health Technology Assessment (HTA) per il futuro delle cure e la sostenibilità dei SSN. È quanto discusso da Marco Marchetti, Dirigente Unità Operativa di Health Technology Assessment, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), nel corso di un'intervista a Sanità33. « L'HTA è in grado di contribuire alla promozione dell'innovazione, che offre i migliori risultati per i pazienti e per la società nel suo insieme, ed è uno strumento importante per garantire l'appropriata applicazione ed utilizzo delle tecnologie sanitarie - dichiara Marchetti - Sono innumerevoli, a livello internazionale come anche in Italia, le evidenze e gli studi che dimostrano in maniera netta come proprio grazie alle valutazioni di HTA il sistema sanitario sia riuscito a garantire con una certa celerità l'introduzione di tecnologie innovative e l'accesso alle stesse da parte dei pazienti, così da permettere un miglioramento del livello di salute dei cittadini accompagnato da una sostenibilità del sistema dal punto di vista economico e finanziario». Nonostante le evidenze scientifiche e le norme diano un ruolo preciso all'HTA nei processi decisionali di allocazione delle risorse, il dirigente di Agenas evidenzia come «ancora persiste purtroppo un ritardo nella reale applicazione di tale strumento in maniera strutturata e routinaria all'interno del nostro SSN». In questo contesto di profonda riorganizzazione del SSN, anche grazie alle risorse messe a disposizione del PNRR, «Agenas sta assumendo in maniera sempre di più caratterizzante il ruolo di organo tecnico-scientifico del SSN e di interfaccia tra livello centro e livello regionale, per quanto riguarda la definizione delle politiche sanitarie nel nostro Paese. Un ruolo che parte da una visione integrata del sistema sanitario dove le principali leve di sviluppo sono legate ad una maggiore armonizzazione tra i diversi setting assistenziali di erogazione dell'assistenza sanitaria, anche in relazione alla evoluzione epidemiologica che vede una popolazione sempre anziana e affetta da patologie multifattoriali di tipo cronico-degenerativo», spiega Marchetti.
Si evince, quindi, «il ruolo fondamentale che potenzialmente può assumere l'HTA, in un contesto di profonde modifiche organizzative, nel supportare le scelte del decisore, secondo una logica basata sulle evidenze scientifiche e non su percezioni, spesso parziali, dell'impatto delle modifiche apportate al sistema sanitario», evidenzia. Marchetti spiega quanto sia cresciuto il ruolo dell'HTA negli ultimi 25 anni, menzionato per la prima volta nel Piano Sanitario Nazionale del 1996 e oggi si ha un articolato di norme sia in ambito nazionale che europeo. Ora, quindi, il tema principale è «rendere operativo e funzionante tale sistema di HTA», sostiene. «Solo attraverso una "messa su strada" del sistema HTA si potranno avere quegli effetti positivi attesi che si traducono sostanzialmente in un sistema sanitario in grado di erogare i migliori interventi sanitari in un contesto di sostenibilità del sistema - continua - Programmare le politiche sanitarie e valutarne la loro applicazione con un approccio scientifico, come quello fornito dall'HTA, consente infatti ai decisori di avere a disposizione uno strumento in grado di fornirgli gli elementi per capire non solo gli impatti attesi di un determinato intervento sanitario ma anche, nel caso, di correggerlo ed adeguarlo sistematicamente rispetto ai fabbisogni di salute e di sostenibilità».