
Il problema della denatalità nel nostro Paese si protrae da tempo, in poco più di 50 anni siamo passati dal baby boom degli anni '60 ad oggi in cui i nati in Italia nel 2021 per la prima volta sono scesi sotto la soglia dei 400mila.
«È un problema che va affrontato tutti insieme, dalla filiera del farmaco alle istituzioni. Noi, con il 43% del totale degli addetti donna e più del 50% nella ricerca, siamo un esempio. Questo è stato possibile perché l'industria farmaceutica da anni ha creato modelli di welfare che permettano alle persone che vi lavorano di conciliare vita e lavoro. Le donne sono un patrimonio sociale, civile e culturale da tutelare», ha dichiarato a Sanità33
Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, a margine dell'evento promosso da Farmindustria insieme con la Fondazione Onda "Le imprese del farmaco per la natalità, welfare e cure", organizzato a Roma in occasione della Giornata internazionale della donna. L'industria farmaceutica è il primo settore manifatturiero per sostegno alla natalità, con un numero di figli superiore alla media nazionale del 45%. Non solo, Scaccabarozzi parla anche dei giovani, negli ultimi 5 anni l'occupazione degli under 35 è cresciuta del 15%. Solo così si potrà invertire il declino demografico che affligge il nostro Paese».
«È necessario lavorare sulle condizioni abilitanti», concorda
Antonio Gaudioso, Capo della segreteria tecnica del Ministro della Salute. «Bisogna fare delle scelte ora che avranno un impatto nei prossimi anni. Non esiste un tasto» per risolvere la situazione. «Bisogna lavorare sulle condizioni che ti permettano, in un tempo ragionevole, di invertire il trend». Tra le condizioni su cui lavorare Gaudioso elenca: «Rafforzare l'organizzazione dei servizi territoriali, garantire la possibilità dei servizi, migliorare le tecnologie a disposizione dei cittadini. Deve esserci un contrasto concreto alla desertificazione dei servizi» perché «rimanere nei piccoli centri non deve essere una scelta eroica, ma una normale scelta di vita legata al fatto che lo Stato ti metta a disposizione tutte le condizioni affinché tu questa scelta la possa fare». Per quanto riguarda il Servizio Sanitario Nazionale, continua Gaudioso «in particolare con la riforma dei servizi territoriali il cosiddetto DM 71 stiamo facendo un investimento molto importante e l'idea della prossimità è al centro della nostra azione. Le farmacie di comunità, i medici di medicina generale, i pediatri libera scelta e gli infermieri di comunità saranno la rete che garantirà la tenuta e la prossimità dei servizi territoriali».
Anche
Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità in Senato, sostiene che le donne abbiano bisogno di «essere sostenute in tutto il loro percorso di maternità. La gravidanza è meravigliosa ma dopo aver partorito ci si trova di fronte a tutta una serie di difficoltà» per prendersi cura del bambino. Boldrini considera una necessità il «sostegno psicologico», così come «bisogna condividere la genitorialità, su questo fronte abbiamo fatto delle azioni anche con i permessi parentali in modo tale che sia l'uomo che la donna possano condividere il percorso da genitori». «Bisogna avere più servizi e più flessibilità lavorativa per permettere le donne di conciliare lavoro e famiglia», sostiene. Un aiuto importante potrebbe arrivare anche da una nuova figura, «l'ostetrica di comunità», «l'avevo proposto nell'ambito dei servizi territoriali, affinché si prenda carico della donna in un momento seppur bellissimo ma pieno di tante incertezze».