
È ormai noto che durante la pandemia da Covid-19 molti pazienti hanno rinviato le visite mediche, per paura di contrarre l'infezione da coronavirus, situazione peraltro testimoniata dal rapporto Salutequità del ministero della Salute. Partendo da questo scenario, il gruppo Servier Italia ha promosso una campagna di screening in collaborazione con la Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC) e con il patrocinio della Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA), della Società Italiana per lo studio dell'Aterosclerosi (SISA) e del Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore (Conacuore Onlus), condotta in 21 farmacie comunitarie in 15 regioni italiane su pazienti di età superiore a 50 anni chiamata
"Save Your Heart".
Nello studio, sono stati arruolati soggetti ipertesi disponibili ad effettuare la misurazione di pressione arteriosa, profilo lipidico, glicemia e a compilare un questionario sulla aderenza alle terapie in corso.
L'indagine ha restituito una fotografia preoccupante dello stato di salute dei pazienti ipertesi, suggerendo la necessità di una nuova presa in carico che preveda il coinvolgimento di più attori quali medico specialista, medico di medicina generale (Mmg) e farmacista e, ovviamente, paziente stesso.
«Dallo screening, condotto su oltre 500 soggetti ipertesi, sono emersi dati piuttosto allarmanti: il 68% dei partecipanti non raggiuge valori pressori accettabili, il 59% dei partecipanti trattati per l'ipercolesterolemia non presenta valori di colesterolo LDL a target mentre coloro i quali avevano dichiarato di non essere ipercolesterolemici, nel 72% dei casi presentano valori superiori a quelli indicati dalle linee guida per il colesterolo LDL» ha commentato
Claudio Ferri, Professore Ordinario in Medicina Interna Università dell'Aquila e past President SIIA.«Un'ulteriore criticità viene dal fatto che quasi la metà dei partecipanti (49%) è risultata avere un rischio alto o molto alto di andare incontro ad un evento cardiovascolare fatale a 10 anni. Questi numeri ci confermano la necessità di individuare un nuovo approccio clinico per identificare e trattare in maniera efficace i soggetti ipertesi, al fine di evitare possibili conseguenze cardiovascolari a medio e lungo termine, quali ictus cerebrale e infarto del miocardio».
Il rapporto Salutequità mostra anche la riduzione degli esami di laboratorio (67%) e delle visite ambulatoriali (13%) durante la prima ondata pandemica, scenario che si è verificato anche con una minor tendenza dei pazienti di recarsi presso le farmacie con una inevitabile ricaduta sull'aderenza terapeutica.
Save Your HEART ha confermato questo dato: oltre il 40% dei pazienti è risultato solo parzialmente aderente, condizionando l'efficacia dei trattamenti stessi e causando un mancato controllo dei parametri. «Sebbene le piattaforme tecnologiche a nostra disposizione ci abbiano permesso in molti casi di seguire e monitorare da remoto i pazienti ipertesi, è stato comunque inevitabile riscontrare un minor controllo dei valori della pressione arteriosa e una non adeguata aderenza alla terapia» commenta
Damiano Parretti, Responsabile Area Cardiovascolare Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).
Per il trattamento dei pazienti cronici risulta quindi fondamentale trovare i migliori sistemi di collaborazione fra i farmacisti di comunità e le reti dei medici.
Questa indagine sottolinea l'importanza del controllo dei fattori di rischio nei soggetti in trattamento antipertensivo per intercettare coloro che sottovalutano i potenziali danni a cui sono esposti.
In conclusione, Save Your HEART ha evidenziato la necessità di una nuova presa in carico del paziente che preveda il coinvolgimento di medici e farmacisti, e l'esigenza di implementare azioni preventive che possano aiutare il paziente stesso a mantenere un buono stato di salute per agire efficacemente sui fattori di rischio cardiovascolare.
Lo studio Save Your HEART promosso dal Gruppo Servier in Italia è ora disponibile online su:
https://springerhealthcare.it/GIHTAD/2022/02/07/save-your-heart-studio-osservazionale-trasversale-multicentrico-italiano-sulla-presenza-di-fattori-di-rischio-cardiovascolare-in-partecipanti-affetti-da-ipertensione/