
Proroga delle assunzioni di personale straniero, prezzi calmierati per i DPI, norme di dettaglio per l'uso dei green pass base e rinforzati: questo è stato inserito nel decreto-legge 221/21 - appena convertito in legge dalla Camera con 331 voti favorevoli, 45 contrari e tre astenuti -che proroga lo stato di emergenza al 31 marzo 2022 e introduce ulteriori misure di contenimento del Covid-19.
Il DL originario - Il decreto 221 approvato la Vigilia di Natale ha fatto cessare l'obbligo di mascherine all'aperto in zona bianca dal 1° febbraio: le Ffp2 vanno tenute in stadi, concerti, cinema, locali al chiuso. Ha poi concesso la riapertura di feste, concerti e discoteche da febbraio; ha esteso a bar e ristoranti l'obbligo di green pass rinforzato (3 dosi di vaccino o 2 dosi/guarigione da meno di 6 mesi); inoltre ha esteso il green pass rinforzato all'ingresso a piscine, palestre, musei, terme, parchi divertimento, sale gioco, mentre nei corsi di formazione in presenza basta il "green pass base" (cioè anche il solo tampone) posto che tutto il personale delle strutture sanitarie deve essere coperto da vaccinazione. Il DL ha anche ridotto da 9 a 6 mesi la durata del pass vaccinale; e scaduti i 4 mesi dalla seconda dose si può praticare la terza. Ecco ora le novità della conversione.
Assunzioni -All'articolo 4 bis sul personale sanitario, in deroga all'articolo 13 comma 1 del decreto-legge Cura-Italia 18/2020, si concede l'assunzione a termine a chi possieda titoli conseguiti all'estero così da farlo lavorare non solo nelle strutture in prima linea contro il Covid-19, ma anche in quelle interessate "indirettamente", in pratica i reparti non Covid. Nel DL Milleproroghe, anch'esso da convertire a breve, è prevista la proroga a tutto il 2022 di questo tipo di assunzioni.
DPI e farmacie -All'articolo 4 ter si apre entro il 31 marzo ad un protocollo d'intesa con le farmacie per il contenimento dei prezzi dei dispositivi di protezione individuali; si farà un tavolo tecnico dei ministeri di Salute, Sviluppo economico, e le associazioni di produttori e distributori, ma il tempo, evidentemente, stringe.
Lavoro agile -Slitta dal 28 febbraio al 31 marzo il termine per mettere in smart working i lavoratori fragili, esposti a rischi in caso di contagio di Covid-19, o per mettere in malattia chi di essi non possa lavorare da casa perché le mansioni non lo prevedono, o per fruire dei congedi parentali. Si demanda ad un decreto, già in lavorazione, l'individuazione delle patologie croniche comportanti fragilità. Si assegnano all'Inps 16,4 milioni per far fronte agli stati di malattia dando la priorità a quelli "cronologicamente anteriori". Raddoppia lo stanziamento per sostituire i soggetti fragili impiegati a scuola, e i finanziamenti sono ripartiti tra vari Fondi per evitare nuovi interventi dal Ministero dell'Economia.
Green pass -Chi ha fatto le tre dosi di vaccino o è guarito dal Covid dopo 2 dosi o è nei 120 giorni di validità della seconda dose, se contatto stretto di familiare Covid-19 non va più in quarantena precauzionale; per far cessare le quarantene basta un test antigenico in farmacia o in centri abilitati. Si concede in modo esplicito di somministrare cibi e bevande (quindi di far togliere la mascherina) ai servizi di ristorazione dei locali chiusi. A mense e catering, corsi di formazione pubblici e privati, concorsi pubblici, nonché in scuole ed atenei possono accedere anche i "green pass base". Invece, solo i titolari di "green pass rinforzato" fino al 31 marzo possono accedere ai servizi di ristorazione al banco, al tavolo, così come ad alberghi, musei, piscine, palestre, sagre, fiere e centri termali e culturali nonché campi sci, discoteche, spettacoli a meno che non siano esentati dal vaccinarsi o soggetti sotto i 12 anni. Il "green pass base" è sufficiente per i mezzi a lunga percorrenza -treni, aerei, traghetti - mentre per i trasporti pubblici cittadini serve il pass rinforzato. L'accesso alle Rsa e nei luoghi di cura è consentito a chi ha pass da tre dosi mentre si dovrebbe adottare, in più, la precauzione del tampone per chi ha due dosi ed è poi guarito dal Covid. In caso di impicci nel dimostrare la validità del green pass può valere il certificato dell'Asl o del medico di famiglia attestante almeno una di queste tre situazioni: immunizzazione in corso di validità, guarigione da Covid da non oltre 6 mesi, tampone antigenico o molecolare negativo da non oltre, rispettivamente, 48 e 72 ore. Si preannunciano linee guida del ministero della Salute sull'uso dei dispositivi di aerazione e sanificazione.
Mauro Miserendino