
Nei giorni scorsi il Friuli-Venezia Giulia ha approvato una delibera-svolta per i medici stranieri. La regione assumerà temporaneamente personale sanitario (medici ed infermieri in primis) con titolo di studio non riconosciuto dal Ministero della Salute. Potranno essere ingaggiati professionisti di cittadini di Paesi non Ue purché titolari di un permesso di soggiorno che consenta di svolgere attività lavorativa, sia che abbiano un titolo di studio conseguito nell'Unione Europea sia che siano solo iscritti all'albo dello Stato di provenienza. Si potrà dunque anche assumere personale con titolo di studio conseguito un Paese extra Ue ed iscritto all'albo di quel paese, con traduzione asseverata in italiano del titolo e dichiarazione di valore rilasciata dall'Autorità diplomatica o consolare italiana presente in quel paese affinché si accerti che il titolo soddisfi le direttive Ue. La misura presentata dal vicegovernatore con delega alla Salute,
Riccardo Riccardi è rivoluzionaria. Si potrebbe infatti dire che anche le norme nazionali prevedono l'assunzione di personale straniero nel Servizio sanitario. A causa della pandemia da Covid il decreto-legge Cura Italia n.18 del 17 marzo 2020 consente di assumere operatori sanitari o sociosanitari -anche in strutture sanitarie private o accreditate - ma questo personale deve essere impegnato nell'emergenza da Covid-19 e le assunzioni si fermino con il 2021. Successivamente, il decreto-legge 105 di luglio 2021 ha prorogato a tutto il 2022 il regime di deroga, ma attenzione, lo stato di emergenza Covid potrebbe finire il 31 marzo e cesserebbero i motivi per assumere questo personale malgrado gli enormi vuoti nelle nostre corsie. Di qui la decisione della Regione Friuli VG di applicare rapidamente la normativa con la possibilità di estenderla al post-emergenza. Una misura che fa discutere, mentre i sindacati chiedono a gran voce di stabilizzare i precari italiani dell'emergenza, e i medici del corso di formazione in medicina generale che accedono alla convenzione con le misure straordinarie del Decreto Calabria. Però il fabbisogno è infinito. In Toscana il presidente Omceo Firenze
Pietro Dattolo ha lanciato l'allarme su una carenza complessiva di almeno 800 medici e 250 tra medici di medicina generale e pediatridi libera scelta. E il peggio deve arrivare: nei prossimi anni andranno in pensione in 4.000. «Così il sistema non regge - dice Dattolo - già ora la situazione è tale che alcuni medici di famiglia toscani seguono 1.800 pazienti l'uno. Servono soluzioni, assunzioni ora».
La possibilità che i concorsi stabilizzino anche medici stranieri con contratti della dirigenza a tempo indeterminato più che un viaggio verso l'ignoto sembra una opportunità. «Una breccia si è aperta in Friuli VG, e un'altra si è aperta nel Lazio, che per la prima volta ha ammesso ai concorsi della Pubblica amministrazione anche i medici cittadini non italiani», dice
Foad Aodi, Presidente dell'Associazione Medici Stranieri in Italia membro Commissione Salute Globale della Fnomceo e per 4 volte consigliere dell'Omceo di Roma. «Ma al momento -aggiunge- tutti i concorsi portano a contratti a termine, e sono pochi i colleghi che, avendo già un lavoro fisso, tentano il concorso per un lavoro precario. Però su tutta Italia di qui al 2026 è prevista una carenza complessiva di 130 mila tra medici ed infermieri, e di professionisti validi per colmarla almeno in parte ce n'è. Noi abbiamo raccolto come Amsi fin qui oltre 8 mila richieste tra medici ed infermieri e molti sono specialisti - ne parlavamo con il sindaco di Mussomeli, cittadina siciliana dove per il locale ospedale si chiede un bando di reclutamento alla partecipazione di medici extra-Ue». Per Aodi, va fatto un pensiero alla modifica della legge: «La sanità non è un asset strategico dove è in gioco la sicurezza del Paese nei termini in cui lo è, per dire, nei Servizi segreti; la soluzione è ammettere sanitari con titoli conseguiti fuori Ue ai concorsi per posti a tempo indeterminato, come avviene in Francia, Inghilterra, Scozia, da anni, con soddisfazione di tutti». Certo, per una legge ad hoc serve un iter lungo. Amsi ha formulato una proposta più rapida. «In Italia purtroppo esiste un circolo vizioso: per iscriversi all'ordine serve il permesso di soggiorno, per avere il permesso che consente di iscriversi all'ordine serve un lavoro, per lavorare serve essere iscritto all'ordine. Per sbloccarci serve una norma, ho chiesto al Presidente Fnomceo
Filippo Anelli di adoperarsi perché il medico straniero che frequenta il post-laurea possa concorrere per un posto di lavoro anche con un permesso di soggiorno per studio. Abbiamo anche inserito nella conversione del Decreto Milleproroghe una proposta per abbreviare il periodo di riconoscimento dei titoli esteri. E serve a tutto il Paese scrivere in una norma che le assunzioni non si fermano dopo il 31 marzo, ma il decreto Cura-Italia resta applicabile per tamponare il mancato turn-over».
Mauro Miserendino