Con 468 voti a favore e uno solo contrario, la Camera ha approvato in via definitiva la riforma che introduce in Costituzione la tutela dell'ambiente. Essendo stata raggiunta la maggioranza dei due terzi dei componenti, il provvedimento entrerà quindi subito in vigore e non ci sarà bisogno di un eventuale referendum confermativo, possibile quando il testo ottiene soltanto la maggioranza assoluta.In particolare, la legge introduce nell'articolo 9 della Carta un terzo comma in base al quale, accanto alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione, richiamata nel secondo, si attribuisce alla Repubblica anche la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Viene poi inserito un principio di
tutela degli animali, attraverso la previsione di una riserva di legge statale che ne disciplini le forme e i modi.
Viene inoltre modificato l'articolo 41 della Costituzione che regola l'esercizio dell'iniziativa economica. In primo luogo, si interviene sul secondo comma, stabilendo che l'iniziativa economica privata non possa svolgersi in danno alla salute e all'ambiente, premettendo questi due limiti a quelli già vigenti, ovvero la sicurezza, la libertà e la dignità umana. Viene inoltre modificato il terzo comma, riservando alla legge la possibilità di indirizzare e coordinare l'attività economica, pubblica e privata, a fini non solo sociali, ma anche ambientali. Prevista infine una clausola di salvaguardia, in base alla quale la legge statale che disciplina le forme e i modi
della tutela degli animali si applica alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome, nei limiti delle competenze legislative ad esse riconosciute dai rispettivi statuti.
«La tutela dell'ambiente entra in Costituzione. E lo fa dall'ingresso principale, andando a collocarsi tra i principi fondamentali, all'articolo 9, e poi tra i diritti e doveri dei cittadini, all'articolo 41. Noi medici accogliamo con grande favore questa rivoluzione della nostra Carta costituzionale. Da tempo, infatti, anche noi avevamo fatto lo stesso percorso: a partire dall'edizione del 2006 del nostro Codice deontologico abbiamo introdotto l'articolo 5, dedicato al dovere concreto del medico di occuparsi attivamente dell'ambiente e di promuovere la salute dei cittadini, per garantirne la qualità della vita».
Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, FilippoAnelli, commenta la notizia.
«Il nostro Parlamento ha modificato, in quattro passaggi e a larghissima maggioranza la nostra Carta costituzionale, introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni - spiega Anelli -. Analogamente il nostro Codice afferma che il medico favorisce un utilizzo appropriato delle risorse naturali, per un ecosistema equilibrato e vivibile anche dalle future generazioni».
«La nuova formulazione dell'articolo 41, inoltre, subordina l'iniziativa economica alla tutela della salute, dell'ambiente, della sicurezza, della libertà e dignità umana - conclude -. Viene quindi affermato con forza che l'attività economica non può svolgersi in modo da recare danno alla salute e all'ambiente. Questa è la vera, grande rivoluzione ed è quanto noi medici abbiamo più volte ribadito, in relazione alle catastrofi ambientali causate dall'inquinamento e, ancor più recentemente, nel corso della pandemia di Covid-19» conclude il presidente Fnomceo.