La digitalizzazione sanitaria è una delle grandi sfide che attendono il nostro Paese. Un processo iniziato molti anni, in modo lento e incostante, per accelerare solo in seguito allo scoppio della pandemia da SARS-CoV-2 e con il rilascio del Pnrr. Proprio i fondi europei rappresentano una delle principali opportunità per agevolare questo processo. «Oggi le risorse ci sono, ma dobbiamo investire, guardando al Pnrr come un motore per cambiare non solo il modo di pensare, ma anche di agire perché la medicina digitale può certamente rappresentare un potenziamento della qualità del nostro servizio sanitario». Parla così, ai microfoni di Sanità33, il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie,Mariastella Gelmini, a margine della presentazione del libro di Gianluca Polifrone "Sanità Digitale: inizia la rivoluzione? Riflessioni sulla sanità che vorrei" (Edizioni LSWR). «Questo libro ruota attorno a tematiche che sono al centro, non solo dell'azione del governo centrale, ma anche delle Regioni - spiega il ministro Gelmini - Il digitale va implementato anche e soprattutto nei territori più marginali, proprio dove l'affermazione della telemedicina e il potenziamento del fascicolo sanitario elettronico sono strumenti essenziali».
Tema affrontato dettagliatamente da Polifrone nel suo libro. «È l'inizio di una nuova epoca», dichiara a margine della conferenza a Sanità33. «Di sanità digitale se ne parla da oltre 10 anni ma siamo molto in ritardo. La pandemia, da questo punto di vista, è stata un'opportunità perché ora la politica in Italia e in Europa ha preso coscienza del fatto che il supporto delle tecnologie possa migliorare il nostro sistema sanitario nazionale, anche nei rapporti con il cittadino», spiega l'autore del libro. «L'innovazione, quindi, contribuirà a fortificare e a rendere sempre più efficiente e giusto il nostro sistema sanitario», dichiara Polifrone.