Patologie oftalmiche, Minnella (Gemelli): fondamentale il ruolo dell'imaging e dell'IA nella cura
Il ruolo dell'imaging, l'applicazione di sistemi di intelligenza artificiale e il futuro nella diagnosi e nel monitoraggio di patologie oftalmiche. Questi i temi affrontati da Angelo Maria Minnella, dirigente medico I livello Struttura Complessa di Oculistica Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, Roma, nel corso di un'intervista a Doctor33.
«A fronte di un crescente numero di pazienti affetti da patologie oftalmiche, soprattutto maculopatie, l'imaging è fondamentale. Lo è stato negli ultimi anni e recentemente lo è ancor di più perché tecniche sempre più sofisticate permettono di evidenziare quasi fino al singolo fotorecettore», spiega l'esperto. A ciò si aggiunge che «utilizzando e sfruttando le immagini che abbiamo a disposizione, insieme a sistemi di intelligenza artificiale, possiamo avere dei big data con cui fare analisi che ci servono sia per studiare meglio la situazione sia per fare delle analisi di predittività. Cercare, in questo modo, degli elementi che siano presenti all'interno dell'occhio, evidenziati con l'imaging, e che possono essere predittori dell'andamento di una malattia in senso positivo o negativo», precisa Minnella. L'oculista di sofferma, poi, sulla centralità dell'intelligenza artificiale nella corretta diagnosi. «Per quanto riguarda la diagnosi e l'aiuto nel trattamento, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale consente di avere rapidamente molte informazioni. Ad esempio, sulla percentuale di fluido presente nei pazienti, su dove è localizzato questo fluido in maniera immediata, senza perdere del tempo a fare un'analisi di un singolo paziente e di un singolo strato retinico». L'IA è centrale anche negli screening. «In uno screening della retinopatia diabetica è molto importante utilizzare l'intelligenza artificiale perché ci consente di avere grossi numeri e di fare anche rapidamente diagnosi precoci per trattare un numero sempre più elevato di pazienti», osserva. Sul futuro, Minnella prevede un aumento di pazienti e quindi la necessità di avere «tecniche più rapide, un imaging sempre più sofisticato e veloce per avere il maggior numero di informazioni possibili». Un sistema che l'esperto vede «difficilmente applicabile a quello che è il nostro sistema sanitario nazionale» perché «grava pochissimo sui contribuenti ma ovviamente non riesce sempre a stare al passo con l'innovazione, anche perché, in questo caso, parliamo di software strumentari molto costosi». A ciò, si aggiungerà un nuovo capitolo di farmaci «che stanno per arrivare per le maculopatie sia quelle legate all'età sia alla retinopatia diabetica. Consentiranno nel giro di pochi anni di cambiare totalmente lo scenario».
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