
«La diagnosi in medicina si fonda su due pilastri: il rilievo dei sintomi dei segni clinici e la loro interpretazione. La semiotica è la prima fase di questo processo cioè il rilievo e lo studio dei segni dei sintomi clinici che poi orientano alla diagnosi». È Francesco Cipollini, Responsabile Scientifico della Scuola di Ecografia di FADOI (Federazione Associazione Dirigenti Ospedalieri Internisti), Responsabile Medicina Interna della Clinica Villa Verde di Fermo e autore del libro 'La semeiotica del XXI secolo', insieme a Mauro Campanini, a fare il punto, in un'intervista a Doctor33, sul ruolo della semiotica nella medicina di oggi.
«Il percorso che conduce il medico alla diagnosi è costituito dal rilievo e dall'interpretazione dei segni clinici, cioè dalla semeiotica fisica che, ormai da quasi due secoli, è integrata dall'uso di strumenti e di tecniche diagnostiche avanzate. Con esami di laboratorio sempre più sofisticati e con le diverse tecniche di imaging, si può parlare oggi di semeiotica strumentale che si è arricchita ulteriormente negli ultimi decenni con l'ecografia», spiega Cipollini. «L'evoluzione tecnologica degli apparecchi a ultrasuoni e le loro ridotte dimensioni hanno consentito un crescente e capillare utilizzo di questa indagine diagnostica al letto del malato. Oggi a ispezione, palpazione, percussione e auscultazione si è affiancata una nuova tecnica d'esame: l'insonazione. Il medico - continua - dopo aver completato l'esame obiettivo al letto del malato, integra i segni ricavati dalla semeiotica fisica con i rilievi ottenuti dall'indagine ultrasonografica». Cipollini si sofferma, poi, sul ruolo rivoluzionario che ha avuto l'ecografia nella medicina. «La diagnosi è un processo decisionale, è un procedimento che prevede una successione di passaggi e di operazioni che servono ad ottenere una diagnosi. L'ecografia rappresenta uno dei primi snodi, con il quale spesso riusciamo già a fare la diagnosi e, anche se si dovesse riuscirci, consente di restringere il campo e di indirizzare correttamente indagini successive che sono molto più costose», chiarisce. «L'integrazione ecografica eseguita dallo stesso medico che ha raccolto l'anamnesi ed effettuato l'esame fisico permette in non pochi casi di definire la diagnosi e - continua - di orientare l'iter diagnostico in modo ottimale». L'esperto fa, infine, una panoramica sul suo libro. Si tratta di «un testo estremamente sintetico dove abbiamo riassunto la semiotica fisica nelle sue caratteristiche essenziali, ormai validate, è corredato da un'iconografia e al termine di ogni capitolo abbiamo riportato un box riassuntivo. L'opera è fatta di due parti: una prima parte è sistematica. Per quanto concerne la seconda parte, l'esperienza di questi anni ci ha dimostrato che il nostro approccio diagnostico ad alcuni sintomi e alcune sindromi cliniche è cambiato. L'ecografia - spiega - ci ha fatto modificare il modo di approcciare a determinati sintomi e abbiamo dedicato la seconda parte di questo testo a come l'ecografia abbia modificato l'approccio clinico integrato dell'ecografia a quelle che sono le principali sindromi cliniche che il medico di medicina generale, il medico di pronto soccorso e il medico di Medicina interna si trova spesso a dover affrontare».