Governo e Parlamento
27/09/2021

Terza dose, ok del Cts per over 80, Rsa e personale sanitario a rischio. Anelli: un diritto dei medici

Via libera dal Comitato Tecnico Scientifico alla terza dose per over 80, ospiti delle Residenze sanitarie assistite, anche se meno anziani e, a seguire, personale sanitario ritenuto più a rischio o per età (over 60) o per fragilità. Poi via via agli altri con priorità per i soggetti con patologie che la avevano già avuta la priorità nelle prime fasi della campagna vaccinale. Ma intanto, alle voci su un possibile rinvio della terza dose agli operatori sanitari, Silvio Brusaferro, portavoce del Cts, risponde: «Non sono previsti rinvii per gli operatori sanitari. Nel costante perseguimento di un'ottica di massima precauzione, la somministrazione di un'ulteriore dose di vaccino viene indicata progressivamente per gli ultraottantenni, i residenti nelle RSA, persone ultrafragili e operatori sanitari a partire da quelli più a rischio», si legge in una nota. Per il presidente dell'ordine dei medici Fnomceo, Filippo Anelli, però, «i sanitari a rischio sono tutti, ognuno ne ha uno propri». E dunque «può avere un senso partire da quelli più esposti, come quelli che lavorano nei reparti Covid» ma poi la terza dose va estesa a tutti perché «garantisce la riduzione del rischio e aiuterebbe la categoria a continuare a lavorare in serenità».

«Ascoltiamo la richiesta della Fnomceo su terza dose per i medici. Fondamentale garantire la sicurezza dei camici bianchi e dei pazienti», scrive su Twitter l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Per Anelli «infettivologi, oculisti, medici di famiglia, operatori del Pronto soccorso che lavorano in un porto di mare sono tutti uguali, niente distinzioni, hanno il diritto di essere difesi nella professione». Quindi, «se ci mettono dietro i cittadini fragili va anche bene. Purché quando tocca a noi non si faccia il 'tu sì tu no'. Il virus circola e te lo puoi prendere anche quando vai a visitare un paziente a casa». «Non voglio fare polemiche - aggiunge - vorremmo solo continuare a lavorare in serenità». A chi gli chiede a che punto sia la conta dei medici no vax, replica: «Non superano i 900, tutti sospesi. A differenza di quel che si pensa i controlli ci sono. Di questi, il 30% si sono ravveduti e hanno accettato di ricevere la doppia dose», chi non si ravvede «cambi professione. Chi sostiene che l'anti Covid non serve, viola il codice e non è un buon medico. Bene ha fatto il ministero della Salute a imporre la vaccinazione ai nuovi iscritti agli albi professionali. Gli Ordini provinciali verificheranno il possesso del requisiti», aggiunge. Anche il presidente della Fondazione oncologi, cardiologi e ematologi Francesco Cognetti chiede che la priorità sia data ai medici, quelli più a contatto con i pazienti fragili, quelli vaccinati prima, quelli con più di 70 anni, quelli fragili ma non fragilissimi, con patologie rilevanti concomitanti e quelli a contatto con personale sanitario non vaccinato. Per il resto degli italiani, invece, si attenderà ancora. «Dipenderà dall'andamento della curva epidemiologica nel paese», conferma il presidente dell'Aifa Giorgio Palù.

Tra gli operatori sanitari i casi di infezione da Coronavirus sono in calo dalla metà di agosto, ma più lentamente rispetto alla diminuzione registrata nel resto della popolazione. Stando al Report Esteso dell'Istituto Superiore di Sanità, la forte diminuzione generale di infezioni vista dal 15 di agosto in poi, tra i sanitari si abbassa con maggiore lentezza. Un dato di fatto evidentemente tenuto in considerazione dal Comitato tecnico scientifico che oggi ha fornito il suo parere sulla somministrazione della cosiddetta terza dose di vaccino indicando tre categorie: gli over 80, gli ospiti delle Residenze sanitarie assistite e i medici considerati più a rischio. In assoluto però la curva del contagio nel Paese fa ben sperare e a certificarlo sono anche i dati forniti ieri dal report dell'Inail: le denunce di casi di Covid sul lavoro presentate nei primi otto mesi di quest'anno sono in calo del 40% rispetto allo stesso periodo del 2020. Per il presidente di Fnomceo sia il calo dei contagi sul lavoro, sia quello tra medici e infermieri in ogni caso significa che «i vaccini stanno funzionando alla grande». «Stanno andando molto bene - spiega - tuttavia, le categorie di professionisti, non solo quella dei medici, vanno monitorate perché qualora la curva dovesse ricominciare a salire, sarebbe fondamentale fare la terza dose. Al momento non sembra indispensabile, ma sarebbe meglio farla per avere maggiore protezione dal virus».

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