
La minaccia di nuovi focolai Covid alimentati dall'aggressiva
variante Delta importata dall'India e destinati a propagarsi fra i tifosi che sono tornati ad affollare fino a 60.000 persone gli spalti di Wembley sullo sfondo della corsa d'Inghilterra e Italia verso il sogno della finalissima degli Europei di calcio si fa sempre più concreta.
Il governo britannico di
Boris Johnson - ormai deciso a riaprire il Paese a tutto tondo fra 10 giorni, e a far sparire persino l'obbligo legale delle mascherine nei luoghi pubblici, dopo aver già allargato d'intesa con la Uefa le maglie degli ingressi allo stadio dalle semifinali - scommette "all in" su una campagna vaccinale condotta a ritmi record per tenere a bada il pericolo. Ma che qualche pericolo possa esserci non lo nega o non lo nega più. La prima ammissione è arrivata, dal ministro delle Attività Produttive,
Kwasi Kwarteng, incalzato al riguardo su radio Lbc. "Io penso che saremo in grado di gestire il rischio, ma non possiamo dire che i rischi non esistano quando si hanno migliaia di persone riunite in un luogo". La sfida, del resto, come dichiarato da Johnson in questi giorni, diventa adesso quella del rischio calcolato, non d'un illusorio rischio zero. Anche perché, ha fatto eco Kwarteng, la gente e il business non possano avere "allo stesso tempo" la libertà che chiedono indietro e la pretesa d'una sicurezza assoluta a tempo indefinito. "C'è sempre un margine di rischio nella vita - ha insistito il ministro Tory -; sono fiducioso che non vi sarà un grande focolaio, ma ora come ora non ci si può chiedere di garantirlo".
Il futuro, nel messaggio che rimbalza da Londra, si gioca da adesso in poi sulla prospettiva di "convivere" con il virus e con le sue mutazioni: possibilmente depotenziate dall'effetto vaccino. In un quadro nel quale i nuovi contagi Delta continuano a correre nel Regno, ma l'incremento dei morti e dei ricoveri negli ospedali non segue la stessa curva micidiale delle precedenti ondate dell'infezione. Risultato di una campagna vaccinale giunta nel Paese quasi a 80 milioni di fiale somministrate, con il 65% della popolazione adulta immunizzata con prima e seconda dose e una stima di persone in possesso degli anticorpi impennatasi la settimana scorsa fino al 90% di tutti gli over 18 - locali e stranieri - residenti oltre Manica.