
«Con che coscienza la gente salta la fila pendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?». Parla chiaramente il premier, Mario Draghi nel corso dell'ultima conferenza stampa in cui ha toccato diversi temi: dallo stato del piano vaccinale alle riaperture ma puntando il dito contro i "furbetti" dei vaccini. Si moltiplicano di giorno in giorno le inchieste, dal Piemonte all'Umbria, dalla Valle d'Aosta alla Puglia, le procure di mezza Italia stanno passando al setaccio carte e piani vaccinali per capire se ci sono state anomalie nel regolare calendario delle somministrazioni. E sul caso si accende anche il faro dell'Antimafia, con il presidente della commissione, Nicola Morra, che ha richiesto gli elenchi dei nominativi dei vaccinati in Sicilia, Calabria, Campania e Valle d'Aosta dove il numero degli iscritti nella categoria «altro» è ben oltre la media nazionale. Con la campagna vaccinale che ha ormai superato i 3,5 milioni di immunizzati e quasi le 12 milioni di somministrazioni, si intensificano dunque segnalazioni e indagini su presunte irregolarità. Il deputato di Alternativa c'è, Francesco Sapia, chiede una commissione d'inchiesta, mentre dalla commissione Antimafia arriva la richiesta delle liste dei vaccinati per «capire se non si nasconda nelle pieghe delle vaccinazioni organizzate in modo confuso - forse a proposito - qualche traffico illecito volto a favorire magari amici degli amici».
Draghi, in ogni caso, non fa passi indietro, «l'obiettivo di 500mila dosi al giorno è ancora alla portata - assicura - ad aprile si potranno vaccinare tutti gli ultraottantenni e gran parte dei settantenni». Le Regioni virtuose, quelle che non permetteranno più di saltare la fila e metteranno al riparo i fragili, potranno aprire prima. C'è la volontà, assicura il presidente del Consiglio, «mia e del governo» di far sì che «le prossime settimane siano di aperture e non di chiusure». Una data precisa ancora manca, difficile dire se si inizierà ad allentare la morsa da semi-lockdown a fine aprile o dopo il 2 giugno, ma l'obiettivo è quello: dal turismo, alle fiere, bisogna iniziare a programmare. Nel frattempo, annuncia il premier, arriverà una nuova iniezione di aiuti all'economia, con uno scostamento di bilancio e un nuovo decreto Sostegni che varrà più del precedente: oltre 32 miliardi. «Riaprire in sicurezza», questa la linea di Draghi, che annuncia una direttiva del generale Figliuolo per uniformare in tutto il Paese i criteri di vaccinazione dei più anziani e più fragili. Non ignora, il presidente del Consiglio, che negli ultimi giorni sono sfociate in violenza le proteste di chi chiedeva di rialzare le saracinesche. «Naturalmente condanno la violenza», premette. Ma aggiunge che è «normale» chiedere di riaprire: «E' la migliore forma di sostegno all'economia, ne sono consapevole e capisco la disperazione e l'alienazione di chi protesta». Gli obiettivi sono: almeno «un mese di presenza» in classe prima della fine dell'anno. La programmazione di fiere ed eventi da maggio all'autunno».
Sul turismo, l'obiettivo è di portare in Italia i turisti americani ed europei che abbiano il passaporto vaccinale: «bisogna farlo - spiega - imparando dall'esperienza delle isole greche o della Spagna, senza farsi bloccare da dubbi legittimi come quelli di discriminazione verso i cittadini non vaccinati». Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ipotizza come riapertura il 2 giugno: «E' la nostra festa nazionale e potrebbe essere una data delle riaperture per noi». Incoraggiante il premier Draghi, che pure sottolinea di non poter dare una data, perche' tutto dipende dall'andamento epidemiologico e dalle vaccinazioni: «Garavaglia dice a giugno. Speriamo, magari anche prima, hi lo sa. Non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt'altro». Di rendere le isole Covid Free, come sta facendo anche la Grecia, parla il ministro del turismo ma anche i presidenti di Sardegna e Sicilia, Christian Solinas e Nello Musumeci, che chiedono al premier di «avere il coraggio» di andare oltre la proposta di vaccinazione delle sole isole minori e puntare a immunizzare con il vaccino l'intera popolazione delle due isole più grandi Isole del Mediterraneo e "«a spiccata vocazione turistica», che «possono garantire numeri importanti per la ripresa dell'economia nazionale». Proposta a cui plaude anche il leader della Lega, Matteo Salvini.