Politica e Sanità

ago32017

Ecm è boom. Bovenga (Fnomceo): un terzo dei medici fa più formazione del dovuto

Sarà merito della possibilità concessa dalla Commissione Ecm di ottenere crediti quest'anno per colmare il debito formativo del triennio precedente (fino al 50%) o della deduzione al 100% delle spese per partecipare agli eventi, anche di viaggio, vitto e alloggio. In ogni caso in questo 2017 nella formazione continua vi è un chiaro trend di crescita sia in termini di acquisizione numerica di crediti che di partecipazioni agli eventi. Sergio Bovenga, segretario Fnomceo, ravvisa peraltro una continuità nella crescita, «già a fine 2016 - termine inizialmente previsto per la fine del triennio -  il numero di medici certificabili era superiore a quello del triennio precedente per un valore di circa l'8%. Tale percentuale è destinata ad aumentare alla fine di quest'anno che, come si sa, può essere utilizzato per recuperare parte della formazione mancante al triennio precedente. Ovviamente i dati definitivi saranno disponibili per i primi mesi del 2018».

La crescita delle frequenze dunque data da prima di questo 2017? «Sì; bastano pochi dati per rendersene conto. Nel triennio 2011 - 2013 l'obbligo formativo medio (ovvero la sommatoria teorica di tutti gli obblighi formativi di ciascun professionista) era di 123 crediti e, per effetto delle successive riduzioni, si è ridotto ulteriormente a un obbligo formativo individuale medio di 120 crediti. Nel contempo, sempre nel periodo 2011-13, la media dei crediti acquisti tra i professionisti era di 115 crediti (poco al di sotto quindi dell'obbligo formativo individuale medio) ed è salita a ben 135 crediti nel triennio 2014-16. Questo vuol dire due cose: crescita complessiva della domanda di formazione Ecm e della partecipazione ad eventi Ecm; ma anche che molti professionisti (circa un terzo) fanno più formazione di quanta ne dovrebbero fare se si limitassero al puro soddisfacimento dell'obbligo formativo individuale».

Il "boom" c'è di più tra i dipendenti o tra i liberi professionisti? «Interessa tutti, medici e odontoiatri anche se, per i dati disponibili al momento, è leggermente più evidente per i liberi professionisti».
Dipende dalla deducibilità al 100%?  «Credo sia ancora troppo presto per dirlo ma certo questa norma fiscale potrà agevolare la partecipazione alla formazione Ecm. D'altra parte, la crescita complessiva del sistema indurrebbe a pensare che anche sul versante della dipendenza si stiano facendo passi avanti in termini di partecipazione ad eventi Ecm».

Quanto incide la chance di recuperare quest'anno fino al 50% del debito formativo individuale del triennio passato? «La possibilità citata va nella direzione di agevolare quei professionisti che, per ragioni contingenti e magari indipendenti dalla loro stessa volontà, non hanno potuto pienamente adempiere ai loro obblighi. Questa possibilità, secondo alcune proiezioni interne, dovrebbe portare, al termine del 2017, ad un aumento dei medici e odontoiatri certificabili nella misura di circa il 10% in più rispetto al dicembre 2016».

C'è un'altra novità, il dossier formativo: quali sono le prime impressioni sulla sua introduzione? «Il Dossier Formativo, che - dopo un triennio sperimentale - va a regime ora, è un cambio di passo importante nella formazione continua. Presuppone una pianificazione dei propri bisogni e la verifica, al termine del triennio, di quanto tale programmazione sia stata coerentemente svolta. Il Co.Ge.A.P.S. è la piattaforma da utilizzare per programmare il dossier, accedendo con propria username e password. Per ora non sono ancora tantissimi i professionisti che lo hanno programmato rispetto alla platea potenziale ma a breve un tutorial e un video aiuteranno a conoscere il dossier e le modalità di uso. Per chi sceglie il Dossier Formativo, ricordo, c'è un bonus di 30 crediti che riguarda l'intero triennio 2017-2019, di 20 crediti se lo si fa per solo due anni e di 10 crediti se il dossier riguarda un solo anno. Inoltre è importante sapere che i primi 10 crediti di bonus (del triennio) sono attribuiti subito al momento della compilazione del dossier».

È vero che sempre più spesso assicurazioni e giudici prendono in considerazione i percorsi formativi dei professionisti? «Partecipare ad attività di Fc è indispensabile per svolgere   attività professionale come dipendente o libero professionista, per ospedali, università, Asl e strutture sanitarie private; lo prevede l'articolo 16 quater della Legge 502 del 1992. Da 25 anni in Italia la formazione continua è requisito per svolgere la professione, con tutto quanto ne può conseguire anche sul piano della responsabilità professionale. La formazione restituisce le risorse impiegate per sostenerla se essa genera cambiamenti, nelle competenze tecniche e in quelle non tecniche; se modifica comportamenti; se amplia il recinto della sicurezza delle cure e migliora le performance. Che poi in sanità non sono altro che gli esiti delle nostre cure. Ecco perché -conclude Bovenga - sono convinto che il sistema debba puntare, e a mio avviso lo sta già facendo, a valorizzare i comportamenti virtuosi anziché a perseguire coloro che per il momento si pongono ai margini del sistema formativo».

Mauro Miserendino
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