Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella risponde affermando che «la diagnosi preimpianto sugli embrioni è già vietata dalla legge 40 sulla procreazione assistita».
Nel primo anno di studi universitari gli studenti di medicina apprendono nuove parole e memorizzano un nuovo vocabolario come se si studiasse una lingua sconosciuta. Oggi i medici stanno imparando un nuovo linguaggio con l’acquisizione di parole che sembrano familiari, ma che in realtà suonano estranee. I pazienti non sono più definiti come tali ma diventano clienti o consumatori; i medici e le infermiere diventano operatori sanitari (providers). I media ed i giornali medici hanno adottato questi termini, che tuttavia non sono dei sinonimi. Ma che cosa ha determinato l’uso di questo nuovo vocabolario?
Contro la campagna pubblicitaria di questi giorni, che spinge i cittadini ad attivare procedure di risarcimento per danni conseguenti a presunti casi di malasanità, si innalza la protesta dei medici.
La Corte europea dei diritti dell''uomo di Strasburgo ha deciso di accogliere il ricorso presentato da una coppia italiana contro la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita: i coniugi sono entrambi affetti da fibrosi cistica
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