Il fatto Il direttore sanitario di una struttura è stato sottoposto a procedimento disciplinare in relazione alla diffusione di un volantino pubblicitario relativo alle prestazioni realizzate. L''accusa formulata nei suoi confronti era di aver tenuto un comportamento non conforme al disposto degli artt. 55 e 56 del Codice deontologico. All''esito...
L’Asl competente, a seguito del procedimento di revoca dell’accreditamento da parte della Regione a un laboratorio di diagnostica per immagini, ha comunicato l''intenzione di non rinnovare il rapporto contrattuale.
Un medico pediatra in servizio presso un pronto soccorso è stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per il delitto di lesioni aggravate per aver provocato a un paziente dodicenne la perdita anatomica del testicolo sinistro.
Un dirigente medico ha agito in giudizio per il pagamento delle prestazioni straordinarie fornite nel corso del rapporto di lavoro e non retribuite dalla Azienda ospedaliera.
Una struttura sanitaria è stata chiamata a rispondere dei danni subiti a seguito della erronea diagnosi di una grave patologia tumorale effettuata all’esito di una Tc toracica. La diagnosi si è poi rivelata errata.
La vicenda attiene alla richiesta di risarcimento del danno avanzato a seguito della nascita di un bambino affetto da alcune malformazioni non diagnosticate nella fase prenatale.
La Procura regionale presso la Corte dei Conti ha citato in giudizio il direttore di una Unità operativa complessa ostetricia e ginecologia di una azienda siciliana chiedendone la condanna al risarcimento dei danni per oltre 700 mila euro.
Tre sanitari di una struttura ospedaliera sono stati chiamati a rispondere del reato di omicidio colposo per la morte di tre neonati, i quali, degenti presso la terapia intensiva neonatale, hanno contratto un’infezione ospedaliera,
È configurabile l''aggravante della destrezza, consistente nella particolare abilità di cui si avvale l''autore del furto per sorprendere l''attenzione della persona offesa nella custodia della cosa, quando l''agente approfitti di una condizione contingentemente favorevole.
Con ricorso al Tribunale di Pisa la coniuge di un paziente defunto ha chiesto alla Asl competente il pagamento delle somme impiegate per eseguire cure mediche all’estero non eseguibili presso strutture italiane e sul presupposto di una situazione d’urgenza.
Un paziente, presso una casa di cura, è stato sottoposto a intervento chirurgico per correzione di deviazione del setto nasale. Durante l''operazione si è verificato un malfunzionamento del bisturi elettrico.
La vicenda sottoposta al vaglio del Tar Calabria trae origine da una controversia relativa alle modalità di erogazione prescelte dal Ssn per i dispositivi e apparecchi protesici.
La Corte d’Appello di Roma ha respinto la domanda risarcitoria proposta dai congiunti di una paziente il cui decesso doveva essere posto in relazione con il prelievo di sangue e con lo stress dell''intervento, che avevano favorito la slatentizzazione dell''infezione da Hiv.
Il rapporto di lavoro tra l’Asl e il medico convenzionato, fin dal momento del conferimento dell''incarico, dà luogo a una locatio operis caratterizzata da prestazioni professionali con vincolo di parasubordinazione.
Si configura il reato di peculato continuato nel caso in cui il pubblico dirigente utilizzi l’autovettura di servizio per fini personali e comunque estranei all’attività dell’ufficio. È quanto affermato dalla Suprema Corte.
Le sezioni unite della Corte di Cassazione si sono espresse sulla cosiddetta “indennità piccola De Maria” prevista dalla Legge n. 200/1974 per compensare le prestazioni di natura assistenziale effettuate dal personale universitario non medico.
Il Procuratore regionale della Corte dei Conti per la Lombardia ha citato in giudizio un dipendente del Ssn per ottenerne la condanna a titolo di risarcimento del danno arrecato a una azienda ospedaliera. Il convenuto ha prestato servizio come medico pediatra.
Una azienda farmaceutica ha agito contro la deliberazione della Giunta regionale Emilia Romagna attraverso cui è stato ammesso un medicinale di un’altra azienda, autorizzato per il trattamento di prima linea dei pazienti con carcinoma del colon.
Con ricorso al Tar, una struttura sanitaria ha richiesto l’annullamento della delibera di Giunta regionale con la quale non era stata accolta l’istanza di accreditamento presentata per le attività di riabilitazione, ma solo per le pratiche di fisioterapia e rieducazione funzionale.
Un medico ha chiesto al giudice amministrativo di provvedere all’annullamento dell’atto con cui l’Asl ha provveduto a cancellarlo dall’elenco dei sanitari convenzionati per la medicina generale in relazione a motivi di incompatibilità.
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