L'esposizione al particolato fine PM2,5 nelle 27 città italiane monitorate dal progetto “Cambiamo Aria” è associata a 6.731 decessi stimati nella popolazione adulta. Il dato è stato illustrato al Congresso nazionale di ISDE Italia – Associazione Medici per l'Ambiente, svoltosi dal 23 al 25 ottobre 2026 a Sansepolcro, in provincia di Arezzo, insieme ai risultati del monitoraggio della qualità dell'aria e alle proposte per rafforzare la prevenzione ambientale.
Il progetto, realizzato da ISDE Italia con l'Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, analizza mensilmente la qualità dell'aria in 27 città italiane. Secondo il rapporto relativo al 2025, 25 città hanno registrato concentrazioni medie annuali di PM2,5 superiori al valore limite previsto dalla normativa europea per il 2030, mentre 24 hanno superato il futuro limite per il biossido di azoto.
La stima dei 6.731 decessi attribuibili al PM2,5 deriva da un'analisi epidemiologica dell'impatto sanitario dell'esposizione all'inquinante nelle città considerate. Non si tratta quindi di decessi individualmente accertati, ma di una valutazione del carico di mortalità associato all'inquinamento atmosferico.
I risultati sono stati presentati da Paolo Bortolotti e Marco Talluri, che hanno illustrato anche le prospettive di prosecuzione del progetto nel 2027. L'obiettivo è rafforzare il monitoraggio, l'informazione dei cittadini e il confronto con le istituzioni, anche in vista dell'attuazione della nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria.
Il Congresso, dedicato al tema “Costruire identità, conoscenza e coerenza nella salute ambientale”, ha affrontato anche le esposizioni alla plastica e alle microplastiche, la contaminazione delle acque e dei suoli, i cambiamenti climatici e le conseguenze sanitarie dell'amianto. Tra le proposte presentate figura la progressiva eliminazione dei filtri plastici delle sigarette, considerati una fonte di dispersione di microplastiche nell'ambiente.
Altri contributi hanno riguardato le prescrizioni verdi, che prevedono l'integrazione del contatto con la natura nei percorsi di promozione della salute, e le possibili relazioni tra esposizioni ambientali, invecchiamento e malattie neurodegenerative. Sono state inoltre illustrate esperienze territoriali di prevenzione, tra cui le attività di monitoraggio ambientale in tredici realtà portuali italiane e iniziative rivolte alle scuole.
Una sessione è stata dedicata alla sostenibilità del sistema sanitario, con la presentazione del progetto SOSTERRETE dell'Istituto superiore di sanità e dell'esperienza degli Ambulatori Verdi, finalizzata a ridurre l'impatto ambientale delle attività sanitarie territoriali.
Il presidente nazionale ISDE Italia, Roberto Romizi, ha infine indicato tra le priorità per il biennio 2026-2027 il rafforzamento della partecipazione dei soci, della formazione e delle competenze scientifiche dell'associazione, insieme alla tutela della sua indipendenza.
Il Congresso ha richiamato la necessità di tradurre le evidenze sui rischi ambientali in interventi di prevenzione primaria e decisioni pubbliche orientate alla riduzione delle esposizioni.