Valorizzare il lavoro dei medici per rafforzare il Servizio sanitario nazionale e affrontare le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione, dall'innovazione tecnologica e dall'intelligenza artificiale. È il messaggio emerso dal convegno nazionale "Il lavoro dei medici nell'Italia custodita dalla cura", organizzato dalla FNOMCeO a Roma, nel corso del quale sono stati presentati il III Rapporto FNOMCeO-Censis sulle motivazioni dei medici e un'indagine dell'Istituto Piepoli sul rapporto degli italiani con l'intramoenia e le liste d'attesa.
"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", ha ricordato il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli. "In questo contesto una parte fondamentale è ricoperta dal lavoro dei medici che, attraverso la cura delle persone, custodiscono la salute individuale e collettiva, la dignità delle persone e i loro diritti fondamentali".
Nel videomessaggio inviato al convegno, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito il Rapporto "un importante strumento di analisi e lavoro", sottolineando come ascoltare motivazioni, aspettative e difficoltà dei professionisti sia essenziale per costruire politiche capaci di rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
"L'invecchiamento della popolazione, l'innovazione tecnologica, l'intelligenza artificiale e i nuovi bisogni di salute ci pongono davanti a sfide importanti, che possiamo affrontare solo valorizzando il capitale più prezioso del nostro Servizio sanitario nazionale: i suoi professionisti" ha detto il ministro della Salute Schillaci.
Schillaci ha inoltre evidenziato la necessità di rendere la professione medica più attrattiva, in particolare per i giovani, attraverso percorsi di crescita professionale, condizioni di lavoro adeguate, maggiore sicurezza, riduzione degli adempimenti burocratici, più tempo da dedicare all'assistenza e migliori retribuzioni. Ha infine ribadito che, pur rappresentando una grande opportunità, l'innovazione tecnologica e l'intelligenza artificiale non potranno sostituire le competenze professionali e il rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Nel corso del convegno sono intervenuti anche esponenti del Governo. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha ricordato l'incremento delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale, sottolineando che, pur a fronte dei maggiori finanziamenti, "servono nuovi modelli organizzativi" per rispondere all'invecchiamento della popolazione e rafforzare la medicina territoriale. Gemmato ha inoltre richiamato il ruolo delle Case della comunità e la necessità di migliorare la risposta su criticità come liste d'attesa e sovraffollamento dei Pronto soccorso.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la posizione del Governo sul ruolo dei medici di medicina generale, affermando che la libera professione "dev'essere tutelata e difesa". Tajani ha definito positivo l'accordo raggiunto con le Regioni che prevede l'attività dei medici nelle Case della comunità, sostenendo che la soluzione consente di mantenere la libera scelta del medico da parte dei cittadini e di salvaguardare il sistema previdenziale dell'ENPAM.