L'ondata di calore che sta investendo l'Europa sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa, che parla di pronto soccorso sempre più affollati, servizi di emergenza sotto pressione e ospedali alle prese con difficoltà organizzative legate alle temperature estreme. In questo contesto, la Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) rassicura sulla situazione italiana, pur invitando a non abbassare la guardia: il sistema dell'emergenza-urgenza sta reggendo, ma la sua tenuta dipenderà dalla durata dell'ondata di caldo.
Secondo Hans Kluge, direttore dell'Ufficio regionale europeo dell'Oms, "in tutta Europa i pronto soccorso si stanno riempiendo" e i servizi di ambulanza stanno registrando "numeri record". In Francia, le chiamate ai servizi di emergenza sono aumentate fino al 50% in alcune città, mentre a Londra è stato registrato il più alto numero di richieste di soccorso per pericolo di vita mai rilevato in un solo giorno. In Spagna il sistema di monitoraggio della mortalità ha già stimato oltre 300 decessi in eccesso correlati al caldo in pochi giorni, mentre in Italia sono stati segnalati cinque decessi in 24 ore. L'Oms sottolinea inoltre che anche gli ospedali stanno subendo "un'enorme pressione", non soltanto per l'aumento degli accessi, ma anche per gli effetti diretti del caldo sulle strutture. Tra le criticità segnalate figurano sistemi di raffreddamento in avaria, apparecchiature mediche malfunzionanti, personale sanitario affaticato dalle elevate temperature notturne e reparti non progettati per affrontare ondate di calore di questa intensità.
In Italia, al momento, il quadro appare più rassicurante. "La situazione è stabile, ma se il caldo persiste le cose potrebbero peggiorare", afferma Alessandro Riccardi, presidente Simeu. "Per ora il sistema regge: medici e infermieri sono abituati a far fronte alle emergenze, come ci ha insegnato il Covid". Le prime criticità si stanno manifestando soprattutto negli ospedali del Nord Italia. "Il vero problema non è il dato di picco, ma la durata complessiva e continua del caldo", spiega Fabio De Iaco, direttore del Pronto soccorso dell'ospedale Maria Vittoria di Torino e past president Simeu. Il presidio torinese, con 300 posti letto, circa 80mila accessi l'anno e oltre 70 ambulanze al giorno, ha già attivato specifiche misure per assistere i pazienti colpiti dagli effetti delle alte temperature. Tra queste, la conservazione delle flebo a 4 gradi per favorire una rapida reidratazione e il raffreddamento dei pazienti attraverso lenzuola bagnate. Per Simeu, dunque, l'emergenza è al momento gestibile, ma il monitoraggio resta costante. Se le temperature elevate dovessero protrarsi ancora per diversi giorni, il numero di accessi ai pronto soccorso potrebbe aumentare progressivamente, mettendo sotto pressione strutture e operatori sanitari già impegnati a garantire la continuità dell'assistenza durante il periodo estivo.